Dalla Dc al Partito del Sud: la storia politica di Lombardo

Un passato scudocrociato, poi nel 2005 l'addio a Casini e la fondazione del Movimento per l'autonomia. Recente la presa di distanza dal Pdl

PALERMO. Eletto nell'aprile 2008 alla presidenza della Regione siciliana con il 66% delle preferenze, Raffaele Lombardo - che risulta indagato a Catania per concorso esterno in associazione mafiosa - un anno dopo ha aperto una crisi che ha rimescolato la maggioranza, creando una frattura nel Pdl, che all'Ars si è diviso in due gruppi parlamentari, i cosiddetti "lealisti", passati all'opposizione insieme all'Udc, e l'area che fa capo al sottosegretario Gianfranco Micciché, sostenitore del governatore, con il quale divide il progetto di un Partito del Sud.    
Il rimescolamento ha portato anche il Pd a sostenere la giunta Lombardo, di cui fanno parte due magistrati, l'ex segretario dell'Anm di Palermo e pm della Dda, Massimo Russo, e Caterina Chinnici, figlia di Rocco Chinnici, il giudice istruttore ucciso dalla mafia nell'83.    
Lombardo - 59 anni, psichiatra, un passato nella Dc e poi nell'Udc - nel 2005 lasciò il partito di Casini per fondare il Movimento per l'autonomia, che esordì nello stesso anno alle amministrative di Catania, rivelandosi una forza determinante per la rielezione a sindaco di Umberto Scapagnini (FI).    
A palazzo d'Orleans ha sostituito un suo vecchio amico e compagno di partito, Salvatore Cuffaro, oggi senatore dell'Udc, che al secondo mandato era stato costretto a dimettersi dopo una condanna per aver favorito uomini di Cosa nostra. Ma i rapporti con Cuffaro, che aveva sostenuto la candidatura di Lombardo, sono presto precipitati: il governatore, oltre ad estromettere dalla maggioranza l'Udc, ha subito fatto piazza pulita di manager e burocrati regionali legati al suo predecessore.    
Convinto assertore del modello federalista, negli ultimi mesi Lombardo ha accelerato sulla costituzione del Partito del Sud e ha cominciato a prendere le distanze dal Pdl, spingendosi ad affermare che l'era di Berlusconi era agli sgoccioli.    
Vicesindaco di Catania dal '99 al 2003, presidente della Provincia dal 2003 al 2008, due legislature a Strasburgo a partire dal '99, Lombardo fu eletto per la prima volta all'Assemblea regionale siciliana nell'86, nella lista della Dc.    
Nel '92, quando era assessore regionale agli Enti locali, locali, fu arrestato con l'accusa di abuso d'ufficio per una vicenda legata a un concorso all'Asl di Catania. Condannato, fu assolto in appello. Nel '94 fu arrestato di nuovo nell'ambito di un'inchiesta su un appalto all'ospedale Vittorio Emanuele di Catania, che coinvolgeva l'azienda dell'ex presidente dell'Inter, Ernesto Pellegrini. Accusato, con altri politici, di aver intascato una tangente, il reato fu derubricato a finanziamento illecito ai partiti e prescritto. Per la ingiusta detenzione, Lombardo ricevette un indennizzo.

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