Termini, Marchionne: "Disponibili a cedere pure a chi fa auto"

L'amministratore delegato all'assemblea degli azionisti: "Tutti auspichiamo il mantenimento dei posti di lavoro. Nello stabilimento siciliano investiti oltre 800 milioni di euro"

Torino. "Per evitare i 'soliti sospetti' voglio dire una cosa. Sappiamo che i sindacati, tra le varie alternative possibili, danno la priorità a quelle iniziative industriali con una forte vocazione automobilistica. Voglio ribadire che la disponibilità e la collaborazione della Fiat saranno le stesse anche in questa eventualità". Lo ha affermato l'amministratore delegato, Sergio Marchionne, che nel suo intervento, all'assemblea degli azionisti, ha parlato a lungo dello stabilimento di Termini Imerese.    
"Siamo pronti - ha detto Marchionne - a mettere a disposizione lo stabilimento, a fronte di un piano che vada nella direzione da tutti auspicata, quella del mantenimento dei posti di lavoro. Non ci risulta che mai nessun costruttore al mondo abbia ceduto ad altri un impianto per favorire una nuova attività".
Marchionne, parlando dell'impianto di Termini Imerese, ha ricordato che la Fiat vi ha investito 552 milioni di euro, a cui vanno aggiunti altri 250 milioni per progetti che non rientravano tra quelli agevolati, ricevendo in cambio 93 milioni di contributi a fondo perduto e 164 milioni di prestiti "interamente restituiti". "Si tratta - ha precisato l'ad del Gruppo Fiat - di contributi che lo Stato ha concesso come ha fatto per ogni altro stabilimento creato dalle aziende italiane e straniere del Mezzogiorno".   
Quanto al progetto ipotizzato nel 2006 per sanare le difficoltà strutturali di Termini, che prevedeva di portare lì la produzione di tre vetture, Marchionne ha sostenuto che "se non ha mai visto la luce non è certo per mancanza di impegno da parte della Fiat: non si sono realizzate le condizioni, normative e fisiche, per tradurlo in pratica". Tanto più che "produrre un'auto a Termini Imerese costa fino a mille euro in più - ha affermato - e che per molti anni la Fiat si è accollata l'onere di gestire questo stabilimento in perdita".    
Poi "é scoppiata la crisi - ha continuato Marchionne - ed é cambiato il mondo intero". "Bisognerà aspettare circa quattro anni - ha detto al riguardo - perché il mercato torni a livelli normali. Di fronte a questa situazione - ha concluso - la scelta di cessare la produzione di auto a Termini è diventata un passo obbligato".

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