Golem II: sindaco di Castelvetrano nel mirino

Gianni Pompeo, per aver auspicato pubblicamente la cattura del boss Matteo Messina Denaro, avrebbe suscitato una dura reazione tra i fiancheggiatori del capomafia latitante

Castelvetrano. L'attuale sindaco di Castelvetrano, Gianni Pompeo, per aver auspicato pubblicamente la cattura del boss Matteo Messina Denaro, avrebbe suscitato una dura reazione tra i fiancheggiatori del capomafia latitante.  Andrea Craparotta (uno dei fermati nell'operazione antimafia Golem 2 di ieri), in una conversazione con la moglie intercettata il 7 maggio 2008, accomuna addirittura Pompeo al suo predecessore Tonino Vaccarino, l'ex sindaco che sarebbe stato assoldato dal Sisde nel tentativo di catturare la primula rossa. "Quello (Vaccarino ndr) va in giro e non si capisce, comunque è un morto che cammina..... un morto che cammina, ne sono convinto, lui e Gianni (Pompeo ndr) pure adesso...".    Riferendosi alle esternazioni del sindaco Pompeo su Matteo Messina Denaro, Craparotta aggiunge che riferirà tutto al fratello del boss latitante, Salvatore: "Minchia cosa diceva di
Matteo, accapponava la pelle, ma io domani a Salvatore glielo faccio vedere...".  Conversando sempre con la moglie, Craparotta ammette tuttavia che la pressione degli investigatori impegnati nella caccia al latitante si sta facendo asfissiante: "é meglio che si
costituisce perché, per ora Castelvetrano soffre di questa cosa, che lui è rimasto il numero uno... Io lo conoscevo da ragazzo, lui e tutti i suoi amici fidati, ed abbiamo visto la
fine che hanno fatto: quello si è impiccato, quello ha l'ergastolo. Tutti amici fidati che gironzolavano paese paese..."

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