Berlusconi: "Banca del Mezzogiorno non sarà un carrozzone"

Il premier, insieme al ministro del Tesoro Giulio Tremonti, hanno presentato il comitato promotore che darà vita alla nuova iniziativa destinata nelle intenzioni a creare sviluppo nel Sud Italia

Roma. La nuova Banca per il Mezzogiorno "non sarà un carrozzone": parola del premier, Silvio Berlusconi e del ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, che oggi insieme al ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, hanno presentato il comitato promotore che darà vita alla nuova iniziativa destinata nelle loro intenzioni a creare sviluppo nel Sud Italia.  Nella Banca del Mezzogiorno - spiega il premier - "il ruolo dello Stato è quello del promotore. Non è un carrozzone pubblico, sono presenti anche i privati". Berlusconi ricorda inoltre che lo Stato "avrà una quota minoritaria che verrà dismessa entro cinque anni".
E accodandosi alle parole di Tremonti ("appena c'é uno sportello con il logo della Banca del Mezzogiorno, vado e faccio un deposito") afferma: "mi impegno ad essere il secondo depositante dopo il ministro". Insomma la Banca del Mezzogiorno - dice Berlusconi alludendo al lungo cammino del progetto - "é un film che volevamo girare e oggi parte. Ho voluto essere qui per il primo colpo di manovella della Banca, che risale come nostro progetto ai primi anni del nostro governo". Ma l'interesse del premier è anche agli strumenti del nuovo istituto: tra le missioni della Banca c'é infatti quella di emettere titoli anche per finanziare progetti infrastrutturali. "Il governo ha intenzione di ricorrere a questo servizio - dice Berlusconi - per dare risposte al bisogno di infrastrutture del Paese".  La Banca del Mezzogiorno - sottolinea Tremonti - "una cosa seria. Troppi bidoni sono stati dati al Sud. Questa cosa la vogliamo fare seriamente e con impegno". Non si tratta dunque di "una cosa metafisica. Deve stare sul territorio dove ci sono le piccole e medie imprese e fare loro credito". Il ministro in ogni caso ritiene che non saranno ripercorsi gli errori del passato: "impossibile che sia un carrozzone - dice Tremonti - perché non è una banca pubblica. Comunque - rivendica - non c'é mai stato un governo che ha fatto una banca del Sud e la fiscalità di vantaggio per il Sud". Il ministro si riferisce in particolare alla possibilità per la Banca del Mezzogiorno, ma anche tutte le altre banche, di emettere titoli di scopo a medio e lungo termine per canalizzare risorse nel Mezzogiorno.
Per questo genere di emissioni, previsti da uno dei commi della Finanziaria che regolamenta il nuovo istituto, è prevista un'aliquota di favore del 5% sugli interessi per gli investitori per un massimo di 100mila euro per sottoscrittore. Tra i soggetti coinvolti nel progetto l'amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, ritiene che quello della Banca del Mezzogiorno sia "un buon progetto" e che Poste potranno dare un contributo di rilievo alla sua attuazione. Per  il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, è "un buon momento" per far partire il progetto e per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, è "un'iniziativa importante per contribuire ad affrontare e risolvere i problemi specifici del rapporto tra piccole e medie imprese e credito nel Mezzogiorno". Alessandro Azzi presidente di Federcasse, la holding a capo del sistema delle Bcc spiega che si tratta di un "progetto coerente" con la missione della Banche di credito cooperativo ed era "necessario dare una risposta positiva nell'ambito del nostro impegno tradizionale ancora più evidenziato in epoca di crisi".  Tra i detrattori del progetto Vera Lamonica, segretaria confederale Cgil, secondo la quale permane il "rischio carrozzone" e Sergio D'Antoni, deputato Pd, secondo il quale "é una splendida scatola vuota"

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