L’addio a Fragalà in Cattedrale

In migliaia per l’ultimo saluto all’avvocato ucciso. L’arcivescovo Romeo: giustizia subito ma non vendetta

Palermo. “Non mi do pace, io sono un’estranea ma non mi do pace”. Palermo sconvolta saluta Enzo Fragalà. Gli applausi, le lacrime, i volti pietrificati danno solo un assaggio dell’aria irreale che si respirava questa mattina durante la celebrazione del funerale dell’avvocato massacrato a bastonate martedì sera davanti al suo ufficio.
L’atmosfera istituzionale, per via della presenza delle massime cariche dello Stato, con i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, seduti in prima fila, non ha reso meno doloroso l’addio a Fragalà da parte della sua città. Da parte di decine di giovani avvocati in toga, con i collaboratori di studio spaesati e i colleghi più grandi increduli davanti alla morte di uno di loro, di un protagonista storico della vita professionale, politica e civile di Palermo. Da parte della gente comune, che magari Fragalà lo aveva visto solo sui giornali, ma che non riesce a darsi una spiegazione per un gesto tanto violento e immotivato. Come descrivere gli avvocati, in toga, che per tutta la durata del funerale si sono dati il cambio intorno al feretro, come per allontanare il momento dell’ultimo saluto.
È arrivato a mezzogiorno, puntualissimo anche per il suo ultimo appuntamento, Enzo Fragalà. Non si è fatto aspettare, neppure il giorno del suo funerale. Nonostante gli impegni professionali, quelli politici e familiari, Fragalà c’era sempre: catalizzatore di attenzione e protagonista della scena. Come protagonista è stato questa mattina, durante l’addio che Palermo gli ha tributato, in Cattedrale. Attorno a lui avvocati, politici di tutti gli schieramenti e a tutti i livelli, gli amici, chi non lo conosceva affatto.
“Enzo vive”, ha detto Paolo Romeo, l’arcivescovo che ha officiato la cerimonia funebre. “Restiamo in silenzio davanti ad un atto di tale violenza – ha aggiunto il prelato -, un silenzio che però non ci impedisce di chiedere giustizia subito. In questo momento non ci sia spazio nei nostri cuori per la violenza, la vita di Enzo va ricordata per la sua passione messa a disposizione di tutti”. Poi Romeo si è rivolto direttamente ai politici in chiesa: “Che questo omicidio sia uno sprone alla pacifica convivenza e ad un maggiore impegno”.
Commosso, durante il suo intervento, Enrico Sanseverino, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo: “È stata ferita tutta la città, chi ti ha ucciso ha riportato indietro le lancette della civiltà a Palermo”. In lacrime Gianfranco Fini, amico personale di Fragalà e leader di Alleanza nazionale quando l’avvocato era deputato: “Sei tra noi, sei ancora presente”. E Schifani: “Qui oggi non parla il presidente del Senato ma soltanto Renato Schifani: i responsabili si pentano per ciò che hanno fatto”.
Poi le condoglianze alla famiglia, l’applauso, lunghissimo, gli abbracci, ancora lacrime, le scorte, i flash, le telecamere, decine di giornalisti. L’addio.

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