Grasso: "La mafia è ormai proiettata verso la tecnologia"

Il procuratore nazionale: "Abbandonato il lato prettamente violento, ora le organizzazioni si spingono verso il mondo degli affari"

Roma. Nell'investire i capitali in attività 'pulite', le organizzazioni criminali dimostrano di essere "ormai proiettate verso il mondo degli affari e di aver abbandonato un lato prettamente violento". Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, intervistato da Lucia Annunziata nel corso della trasmissione 'In 1/2 ora', trae spunto dalle inchieste che hanno coinvolto i vertici di Fastweb e il senatore Nicola Di Girolamo per spiegare che le organizzazioni criminali si stanno espandendo "attraverso due elementi: la globalizzazione e la tecnologia".
Dunque, gli strumenti di repressione e gli accertamenti devono tenere il passo di una "criminalità organizzata fa impresa". Tutto ciò rappresenta un problema in particolare in un momento di grave crisi economica: "Oggi chi ha danaro contante ha un potere che sicuramente non ha chi deve andare a prendere il danaro pagando interessi salati a banche. Siamo in un momento in cui l'attenzione deve essere massima", perché esiste "la possibilità di una ulteriore massiccia infiltrazione del fenomeno criminale nascosto, che poi si presenta con la faccia pulita dei prestanome, delle società che sono come una serie di scatole cinesi una dentro l'altra". Questa- afferma Grasso - è "una mafia che fa affari"e che rappresenta "un problema non solo per il sud, ma è un problema nazionale" proprio in considerazione della sua "proiezione imprenditoriale".

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