Un manichino per poter recuperare il corpo della parà siciliana

L'operazione, hanno spiegato dalla Prefettura, è stato fatto dai vigili del fuoco che hanno utilizzato una tecnica particolare: hanno immerso una sagoma per verificare i segnali che potevano arrivare al sonar

Ravenna. Il recupero, hanno spiegato dalla Prefettura, è stato fatto dai vigili del fuoco che hanno utilizzato una tecnica particolare: hanno immerso un manichino per verificare i segnali che potevano arrivare al sonar e poi hanno spostato quest'ultimo cercando 'risposte' simili. Così è stato individuato il punto, peraltro non lontano, in cui giaceva il cadavere, ancora imbragato nel paracadute.    La giovane, è presubile, sabato pomeriggio scorso è atterrata direttamente nel laghetto ed è poi stata trascinata sul fondo dall'attrezzatura che portava addosso e dallo stesso paracadute.    
La cava 'Ca Bianca' si trova a qualche centinaio di metri dal piccolo aeroporto. Le ricerche di carabinieri, polizia, vigili del Fuoco, corpo Forestale dello Stato, capitaneria di Porto e Protezione Civile, sotto il coordinamento della Prefettura, sono state fatte anche durante le notti con un impegno per il quale anche il padre e il fratello di Giovanna, arrivati dala Sicilia, avevano espresso apprezzamento al prefetto Riccardo Compagnucci. Il paracadute, come mostrato in un video amatoriale realizzato da terra e poi acquisito dalla Procura, si era regolarmente aperto.
Forse a fare finire oltre la zona utile di atterraggio, peraltro una delle più vaste d'Italia, era stata un'improvvisa raffica di vento in una giornata dalle condizioni meteo non certo proibitive. Le ricerche avevano esplorato anche un'altra cava, l'adiacente pineta e non avevano trascurato neppure il vicino tratto di mare. Già nei primi giorni erano stati impiegati i circa 280 uomini, di cui 130 appartenenti alle Forze dell'ordine e ai Vigili del fuoco e 150 volontari. Inoltre erano stati adoperati 50 mezzi, fra i quali una motovedetta della capitaneria di Porto.
Ma sono state ricerche difficili, anche perché il laghetto in cui la ragazza è finita senza riuscire a sganciarsi dal paracadute è profondo in alcuni punti anche 20 metri e la morfologia del suo fondale è resa irregolare dai canali scavati dalle estrazione della sabbia e della ghiaia.

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