La Rinascente tra presente e futuro

Il negozio con il "nuovo vestito palermitano" inaugurato ieri alle autorità, mostrando tutto il suo rinnovato splendore, tra atmosfere alla colazione da Tiffany e labirinti tra le griffe

Palermo. Ancora alle sei del pomeriggio l’ingresso principale sulla via Roma, è transennato, brulica di operose mani che allestiscono gli ultimi dettagli. Piazza San Domenico, semivuota sembra attendere qualcosa d’imprecisato, ricorda un set cinematografico. Eccola la nuova Rinascente che aprirà i battenti domani (giovedì 24 febbraio a Palermo).
Entrando dal fianco laterale, si è immessi in uno spazio neutro che distribuisce, secondo la scelta, ai vari livelli della struttura, per l’esattezza cinque.
Lo spazio appare senza gerarchie, fluido, come una giostra di colori e di luci, in cui la centralità del blocco delle scale mobili rende una semplice idea di movimento, consente una lettura veloce ed immediata dell’intera struttura.  
Scintillante il piano terra, che secondo un contemporaneo concetto di labirinto propone griffe tra le più note degli accessori moda e i brand internazionali della bellezza. Appare subito come questo sia il settore più democratico, più accessibile, immediatamente raggiungibile. Segue al primo piano, più rigoroso, lo spazio per la moda uomo, che prelude l’atmosfera rarefatta del settore dedicato alla moda donna. Qui, al secondo, la percezione cambia, più luce, intense  trasparenze, qua e là tra gli abiti, spuntano modellini leggeri come installazioni contemporanee vestiti di carta colorata come chiffon. Si intuisce che questo è uno spazio evocativo, un invito al lusso. A tratti, distratti dalla molteplicità degli stimoli visivi, si potrebbe persino pensare di trovarsi altrove, forse anche in qualunque capitale europea.
Salendo sino al terzo piano il design ed il life style (declinati insieme alla moda per i bambini), propongono  solo grandi firme, la forma è protagonista, cattura l’attenzione. Ovunque posizionati ad arte, oggetti di grande impatto, piccoli, grandi, disseminati come segnali diffusi dell’effimero, dalle firme prestigiose, forse non alla portata di tutti ma senza dubbio indicatori di un paesaggio domestico sempre più complesso e saturo.
Ovunque nei reparti scaffalature in acciaio, ripiani lucidi e lievemente cromatici, superfici levigate che sembrano suggerire quinte sceniche fatte per esaltare  il loro contenuto, sospeso in leggere capsule espositive.
Il percorso ha il suo apice ai piani quarto e quinto, dedicati al food hall, ai quali si accede da una caracol rossa e bianca, sinuosa e anch’essa molto evocativa. Spazi questi tra i più interessanti, metropolitani. Splendida la terrazza, contenuta nello spazio, ma protesa sulla città. Da qui è possibile vedere il reticolo di vie attorno via Roma, la Vucciria, Palazzo Moncada di Paternò, la cupola del teatro Massimo, e in fondo, persino i monti innevati e il mare.
Una visione urbana davvero splendida. Ricerca di ragionevole, dichiarato, onesto e studiato dialogo tra storia e contemporaneità.
Intanto si è fatto buio e uscendo dall’interno della Rinascente, un po’ come essere stati per così dire a “colazione da Tiffany”, improvvisamente sopraggiunge il colpo d’occhio inaspettato di una bianca facciata illuminata, che ospita enormi vetrine colorate da teatrini di origami macroscopici, capaci di  portare la temperatura emotiva dell’attesa alle stelle, e forse, sebbene solo per qualche attimo, capaci di indurre al sogno.

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