“Bestiame infettato per avere contributi”, indagine sugli allevatori siciliani

Secondo i Nas gli animali sarebbe stati contagiati con la brucellosi per ottenere i finanziamenti

Palermo. Infettavano volontariamente i capi di bestiame per ricevere i sussidi dall’unione europea. Con questa accusa i carabinieri dei Nas Sicilia stanno portando avanti una indagine a tappeto su tutti gli allevatori siciliani. Nel frattempo i militari hanno già sequestrato duemila capi di bestiame tra bovini e ovini in tutta la Sicilia.
Secondo la ricostruzione degli investigatori gli allevatori avrebbero prima chiesto i contributi per l’abbattimento degli animali che poi, in realtà, non sarebbero stati uccisi ma venduti e immessi sul mercato per finire sulle tavole dei consumatori.
Un servizio sul Giornale di Sicilia in edicola.

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