Siracusa, truffa patrocinio gratuito: arrestato un avvocato

Avviavano l'iter di assistenza legale per gli immigrati sbarcati in Sicilia e smistavano la pratica sempre allo stesso studio legale campano che otteneva così "la liquidazione". Le firme e i timbri sarebbero però stati falsificati. In manette tre persone

Siracusa. Avviavano l'iter di assistenza legale per gli immigrati sbarcati in Sicilia e smistavano la pratica sempre allo stesso studio legale campano che otteneva così "la liquidazione di ingente somme di denaro attraverso il riconoscimento del gratuito patrocinio". Le firme e i timbri  sarebbero però stati falsificati. E' l'accusa contestata a un avvocato del foro di Salerno, Pierluigi Spadafora, e a due sue collaboratrici siracusane, Corrada Sapia e Bruna Rosolini, che sono stati arrestati dalla polizia per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di falsi per l'ottenimento di titoli di soggiorno. Nei loro confronti è stato eseguita un'ordinanza  emessa dal Gip di Siracusa che dispone il trasferimento in carcere per le due donne, indagate anche per falso materiale in atto pubblico, e gli arresti domiciliari per il legale. L'inchiesta, coordinata dal procuratore di Siracusa Ugo Rossi, verte sui rapporti tra il centro di accoglienza di Cassibile, l'associazione Alma Mater di Siracusa, in cui lavoravano le due donne, e la onlus Ponte sul Mediterraneo, della quale è presidente l'avvocato Spadafora. Secondo l'accusa l'Alma Mater indirizzava le pratiche legali di immigrati sempre alla Ponte sul Mediterraneo, permettendo all'avvocato di avviare ricorsi e ottenere "la liquidazione di ingente somme di denaro attraverso il riconoscimento del gratuito patrocinio". In cambio le due donne, una delle quali si qualificava come avvocato senza nemmeno essere laureata, avrebbero chiesto illegalmente 30 euro a pratica agli immigranti e sarebbero state ricompensate anche da Spadafora. La Procura di Siracusa, che ha denominato l'operazione 'Zero tituli', parafrasando una ormai celebre frase di Mourinho, contesta agli indagati, a vario titolo, la commissione di 430 false autentiche di firma in mandato difensivo e altrettanti di ammissioni al gratuito patrocinio, 24 falsi per il rilascio di permessi di soggiorno e 16 reati di favoreggiamento della permanenza di clandestini.

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