Quella questione meridionale mai risolta

È tipico di ogni grave crisi economica; quando si stringono i cordoni della borsa, proprio in quel momento torna d'attualità la mai risolta questione meridionale. La Banca d'Italia, intercettando il bisogno di conoscenza, arriva tempestiva ad offrire in un ponderoso volume una serie articolata di studi ed indagini sulla situazione reale del Sud, in ambiti nevralgici come il credito, la legalità, le differenze salariali, le opere pubbliche, l'istruzione, la giustizia civile, i servizi pubblici e l'ormai prossimo federalismo fiscale. È uno spaccato completo ed articolato quello che ne viene fuori, che può essere rappresentato attraverso due sole cifre. Nel Sud risiede circa un terzo della popolazione italiana, che riesce a generare però soltanto un quarto della ricchezza prodotta dall'intero Paese.

Mancano in sostanza nelle tasche dei meridionali qualche cosa come 120 miliardi di euro all'anno per diventare anch'essi... italiani! Ma l'aspetto forse più preoccupante è che negli ultimi trent'anni nulla è cambiato. Forse invece è peggiorata qualche cosa; uno dei principali «buchi neri» della spesa meridionale sono infatti i servizi pubblici, come la gestione dei rifiuti, la sanità, i trasporti, l'acqua. Tanto per restare in un tema particolarmente attuale, il «divario forte» con il Centro-Nord si misura, ad esempio, nella quota di raccolta differenziata dei rifiuti: 33% nel Centro-Nord, 10% nel Mezzogiorno ed addirittura 6,6% in Sicilia. Per di più negli ultimi sei anni, la quota di differenziata è aumentata di 13 punti nel Centro-Nord, di circa 8 punti nel Sud e di appena 1,9 punti in Sicilia. E che dire poi del trasporto pubblico? Ogni cento chilometri di superficie comunale, ci sono 150 linee urbane nel Centro-Nord, 112 nel Mezzogiorno e 72 in Sicilia. Tra gli anziani over 65, quattro su cento godono di assistenza domiciliare nel Centro-Nord, due nel Mezzogiorno ed uno in Sicilia, mentre nella distribuzione dell'acqua il 9% delle famiglie del Centro-Nord lamenta irregolarità, rispetto al 22% delle famiglie del Mezzogiorno ed il 30% della Sicilia. Insomma mentre il federalismo fiscale incalza, con l'inevitabile riduzione di trasferimenti statali, il Sud si presenta con una situazione di forte ritardo e la Sicilia si connota sempre di più come il Sud del Sud! L'ampiezza, l'attualità e la rilevanza del tema Mezzogiorno, acutamente analizzato dalla Banca d'Italia, suggeriscono una lettura specifica, comparto per comparto della spesa pubblica; il Giornale di Sicilia percorrerà le tappe principali di questo viaggio nei ritardi.

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