La Rinascente a Palermo, il progettista: ecco via Roma nella storia

Alla fine del XIX secolo a Palermo si respirava un ottimismo brioso, in perfetta consonanza con il clima frizzante della Belle Époque. E se Capuana, forse eccedendo in fervore patriottico, affermava orgogliosamente quanto fosse difficile distinguere l'alta borghesia palermitana da quella parigina, il respiro internazionale della capitale sicula era però un fatto percepito e condiviso dai più. Quando l'ingegner Felice Giarrusso nel 1895 venne incaricato di risanare e ridisegnare la città con il terzo piano regolatore della (allora recentissima) cronaca d'Italia Unita, la fiducia ai massimi storici nel progresso e nella ragione si mescolava al potere fascinoso e irresistibile di Parigi, capitale della modernità, letteralmente rifatta, a furia di sventramenti, dai grand boulevards del buon barone Hausmann. Prevista dal Piano Giarrusso, la nuova via Roma aspirava ad essere una delle tracce più importanti: concepita per collegare la stazione dei treni, simbolo dell'èra moderna appena approdata in città, ai nuovi quartieri alto borghesi, affettando come una lama tagliente una fittissima trama di tessuti urbani antichi, solo parzialmente abbandonati, lambendo la Vucciria, i Quattro Canti e l'antica area del Suk arabo, meglio nota oggi come Lattarini. Tuttavia la linea retta che avrebbe dovuto tracciare il percorso razionale e "parigino", ad un certo punto divenne spezzata, piegata a più miti propositi dalle pressioni di proprietari preoccupati degli espropri e di speculatori fortemente interessati. Il povero Giarrusso non si riprese dalle polemiche, e fu costretto alle dimissioni: quel che ci ha lasciato, però, è una delle strade più interessanti e composite di tutta Palermo, con l'ampiezza delle sue corsie, i fuori scala e le coesistenza rispetto ai lacerti più antichi, la mescolanza di stili che, per la durata del processo di realizzazione, si allinearono lungo la via senza soluzione di continuità. Palermo forse non aveva ottenuto un boulevard perfettamente rettilineo, ma poteva vantare finalmente un luogo dove i nuovi commerci del decoro borghese, gli empori e i negozi, potevano apparire alla ribalta mondana in tutto il loro splendore. Al numero 287 di via Roma, incastrata tra via Torre di Gotto, via Gagini e piazza San Domenico, il novecentesco Palazzo Bonomolo viene sostituito negli anni '70 da un edificio commerciale che diventa sede dell'Upim. Nella sua differenza rispetto agli altri più nobili, questo edificio rimane un elemento del paesaggio urbano di via Roma. La nuova Rinascente, che verrà aperta al pubblico giovedì, dopo due giorni di feste, interviene su quell'edificio, entrando nella partitura eterogenea di questo scorcio di città. Ciò che verrà offerto ai palermitani è l'esito di un progetto deciso e delicato allo stesso tempo. Deciso, perchè non rinuncia a proporre architettura contemporanea arrampicandosi sugli specchi di espedienti anti-storici; delicato perché deve considerare la necessità di rapportarsi con ciò che già c'era, rispettandolo però nella sua diversità. La chiave di volta di questo equilibrio, è stata trovata nella scelta di conservare le tracce estetiche dell'edificio più recente, quello dell'Upim, attraverso la sovrapposizione di una facciata opalescente che ne fa trasparire e intuire la struttura. La pelle dell'edificio, "glaciale" e riflettente, è un segno architettonico di superficie. Superato dal nuovo intervento, il vecchio rimane visibile, fa corpo con il nuovo, ne diventa elemento. Al frammento di Palazzo Montalbano, sull'altro lato, l'edificio si relaziona con l'inserimento di elementi contemporanei, che disegnano le linee di un "ordine gigante" del XXI secolo, contaminato con quello barocco originario. E nella notte, il palazzo diventa una lanterna luminosa e opalescente. Il nuovo shopping-mall abita così il vecchio edificio e lo fa rivivere come uno spazio denso, con l'atmosfera leggera e ottimistica che permeava via Roma alla sua origine. I luminosi ampi piani, organizzati in corners disseminati sulla superficie, rappresentano una versione contemporanea della via degli empori. I quattro piani commerciali della nuova Rinascente culminano all'ultimo livello, con due piani interamente dedicati all'alimentazione, una food-court con grandissime terrazze panoramiche su Palermo. Dedicati alla ristorazione e alla culinaria, questi spazi sono un omaggio all'importanza del cibo e dei suoi aspetti sociali nella cultura palermitana e mediterranea. La nuova Rinascente è pronta ad aprirsi ai palermitani ed ai suoi ospiti. Sarà un momento di innovazione e di continuità con la storia di via Roma e con la trama di questa parte di città. Una trama che ci piacerebbe, un giorno, potesse essere vissuta come una volta, a passo d'uomo e a velocità biologica, senza mezzi né ingorghi, per ricreare, o almeno immaginare di farlo, lo spirito leggero di quella lontana Parigi del sud. Auspichiamo che il ventilato progetto di chiusura al traffico della strada, da Corso Vittorio Emanuele a Via Cavour, possa creare un grande boulevard pedonale, di sole e di ombra, dove ripristinare la bella tradizione della sosta e del passeggio, come un nuovo Foro Italico urbano.

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