A Palermo il primo esperimento già nel 2007

Un’iniziativa della Roi srl con l’Itc Duca degli Abruzzi. Dopo un anno il progetto si è arenato. “Per i docenti era un impegno gratuito”

Palermo. Il ministero vara un portale per tenere aggiornati i genitori sulle assenze dei loro figli, che dovranno così rinunciare a marinare la scuola, e sui voti di fine quadrimestre, ma a Palermo c´è chi ci aveva già pensato ben tre anni fa. Antonino La Duca, socio della Roi srl, una società di servizi, insieme al preside dell´istituto tecnico commerciale Duca degli Abruzzi, Rosolino Aricò, nel 2007 avevano realizzato, in via del tutto sperimentale, un portale on-line per comunicare con i genitori.
“Ogni classe della scuola era stata dotata di un computer - spiega Antonino La Duca - e i docenti, in diretta, aggiornavano il registro elettronico delle presenze e un insegnante coordinatore aveva il compito di informare i genitori attraverso mail ed sms”. Una pagina web aperta a mamme e papà che, attraverso una password, potevano collegarsi e controllare i risultati del proprio figlio e rimanere informati sul suo andamento scolastico. “È stato un progetto attivato in maniera del tutto sperimentale -continua La Duca - che abbiamo cercato di sponsorizzare anche attraverso un seminario a cui hanno partecipato diversi istituti e l´allora provveditore agli studi".
Un esperimento, appunto, durato appena il tempo di un anno scolastico: “Purtroppo – sottolinea Antonino La Duca - per gli insegnanti era un impegno assolutamente gratuito, che alla lunga non è durato. Ci volevano per loro degli incentivi di tipo economico". Un contrattempo non da poco che, se si presenterà anche per il progetto varato dai ministri Brunetta e Gelmini, rischierà di creare non pochi intoppi. “È necessario che nel piano ministeriale vengano compresi dei contributi da dare ai professori - conclude La Duca - e spero che il programma nazionale sia on-line e non off-line. In quest´ultimo caso, infatti, gli insegnanti non potrebbero aggiornare il portale in diretta e sarebbero costretti a lavorare in un secondo momento, magari da casa”.

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