L'atomo: fosse pulito e sicuro...

Dopo trent'anni di stop nella costruzione di centrali nucleari, gli Stati Uniti danno nuovo impulso a questo settore energetico. Il presidente degli Usa ha annunciato infatti il lancio di un prestito di 8,3 miliardi di dollari, il cui ricavato sarà investito nella costruzione di due nuovi reattori nucleari. Come ha testualmente affermato il leader della Casa Bianca, è «solo l'inizio» degli sforzi per sviluppare tecnologie energetiche «sicure e pulite». Per «prevenire le peggiori conseguenze del cambiamento climatico - ha detto ancora il presidente degli Stati Uniti –dobbiamo aumentare il ricorso all'atomo». Sono almeno tre le considerazioni che è possibile trarre da queste parole. Intanto la rinuncia per decenni a nuove centrali nucleari da parte del più grande Paese occidentale, aveva indotto molti a ritenere che tale scelta coincidesse con una sostanziale bocciatura della fonte nucleare. Il cambio di strategia di un presidente americano e per di più di "sinistra" manda in soffitta questa teoria. In secondo luogo il concetto di "pericoloso", piano piano collegato al concetto di "inquinante", era diventato un altro leit motiv dell'energia nucleare. Oggi la posizione americana, quella di un Paese con oltre cento centrali nucleari nel proprio territorio, introduce una nuova variabile: l'atomo per usi civili viene definito «pulito e sicuro». Il terzo punto che merita una sottolineatura riguarda la fine di un'utopia, secondo la quale il mondo potrebbe vivere solo di energie rinnovabili. Per quanto coinvolgente e seducente, questa ipotesi si è fino ad ora infranta contro il muro dei … numeri. Certo è bello dire alimento lo scaldabagno con l'energia solare; ma è altrettanto certo che fino a quando un watt proveniente dal sole sarà più caro di un watt generato con le fonti tradizionali, non cambierà molto; considerato peraltro che nessuno, al di là delle belle parole, è disponibile a tornare indietro sulla strada del benessere e comunque delle indubbie comodità che ne derivano. Non è una bocciatura delle rinnovabili, ma semplicemente la presa d'atto che soltanto di sole e vento non si può vivere, tenuto conto degli attuali livelli di consumo energetico mondiale. In quanti, in definitiva, rinuncerebbero all'ascensore per salire le scale o tirerebbero a mano l'acqua da un pozzo? Probabilmente pochi; è una questione di semplice realismo. Secondo il presidente americano, l'energia nucleare è, assieme a quelle rinnovabili, l'unico modo di soddisfare la crescente domanda energetica, limitando al contempo le emissioni di gas serra. «Ma attenzione - ha proseguito - che si tratti di energia nucleare, solare o eolica, se non investiamo in queste tecnologie oggi, ci troveremo ad essere costretti ad importarle domani». Emblematiche le parole di chiusura dell'intervento del leader americano. «Su una questione che riguarda la nostra economia, la nostra sicurezza ed il futuro del nostro pianeta-ha detto - non possiamo continuare a procedere negli stessi vecchi dibattiti tra destra e sinistra, tra ambientalisti e imprenditori ». Sarà sufficiente per contenere la torrentizia dialettica politico-ambientalista del nostro Paese?   

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati