Avvocato ucciso, la confessione dell'ex suocero: "La nostra vita era un inferno"

La ricostruzione dell'omicidio di Nino Fazio, avvenuto domenica a Messina, di fronte al gip di Catania. "Gli ho sparato per tutelare i miei nipoti", ha detto Giuseppe Signorino

Catania. Scosso per l'ennesima lite avuta ha agito d'istinto: ha preso il fucile che teneva nel cofano della sua automobile e gli ha sparato, alla presenza del nipotino di tre anni. E' la ricostruzione fatta al gip di Catania, durante l'interrogatorio di garanzia, dell'uccisione dell'avvocato Nino Fazio, avvenuta tre giorni fa a Messina, da parte dell'omicida reo confesso, l'ex suocero della vittima, Giuseppe Signorino. "L'ho ucciso - avrebbe detto l'indagato al magistrato - perché da cinque anni la mia vita e quella di mia figlia erano diventate un inferno. L'ho fatto per tutelare i miei nipoti". A conclusione dell'interrogatorio, avvenuto in carcere, il legale dell'indagato ha presentato un'istanza di scarcerazione e di concessione degli arresti domiciliari. Il gip si è riservato di decidere.

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