Corini: "Champions? Il Palermo può giocarsela"

Lo storico capitano rosanero: "Miccoli e compagni in corsa se non si infortunano uomini chiave". Il futuro? "Sogno di allenare al Barbera"

Palermo. “Forza Palermo!”. Bisogna partire da come Eugenio Corini si congeda al telefono per capire quanto il capitano, che ha riportato i rosanero in serie A, sia ancora legato al capoluogo siciliano. Il Genio, guarda il destino, ha giocato l’ultima partita della carriera proprio al Barbera, lo scorso 5 aprile con la maglia del Torino. Adesso studia per diventare allenatore (“Sono pronto a partire dalla prossima stagione”) e osserva con attenzione il campionato in corso che vede il “suo” Palermo in lotta per un posto nell’Europa che conta.


È la volta buona per la Champions League?
“Il Palermo può giocarsela fino alla fine, ma deve sperare che non si infortunino elementi fondamentali. A centrocampo e in attacco i ricambi ci sono, Cassani e Balzaretti invece sono insostituibili”.


E Liverani?
“Ad averne di registi così, è uno dei migliori in Italia. Al momento sta solo pagando il fatto di esser stato fuori per l’infortunio, ma è troppo importante per il Palermo, dà sicurezza a tutta la squadra”.


Il capitano però adesso è Miccoli. Che ne pensa di questo passaggio di consegne?
“Non l’ho seguito bene, ma credo che entrambi siano due ottimi capitani, anche Miccoli sente dentro questa squadra”.


Una squadra che finalmente ha trovato il Pastore che tutti i tifosi si aspettavano di vedere?
“È un talento incredibile, però deve stare attento a rimanere coi piedi per terra e a non sentirsi arrivato. Dopo un inizio deludente è migliorato tantissimo, ha degli sprazzi di alta classe. Può essere il valore aggiunto nell’undici di Rossi nella corsa all’Europa”.


Un’altra celebre corsa alla Champions del Palermo è quella del 2004-2005. Due sconfitte e sei pari nelle ultime otto partite, eppure finiste a nove punti dall'Udinese quarto. Cosa successe quell'anno?
“La sconfitta a Marassi con la Samp arrivata al 90’ con un rigore molto discutibile, poi quattro giorni dopo, di mercoledì sera, il pareggio per 3-3 in casa col Brescia con gol a cinque minuti dal termine di Caracciolo. Il contraccolpo psicologico fu notevole e non ci riprendemmo più”.


Ma  può esserci anche un problema ambientale? Spesso alcuni suoi vecchi compagni rosa hanno parlato di un pubblico non maturo.
“No, non credo assolutamente. Ormai i tifosi rosanero si sono abituati a stare in alto, abbiamo giocato in Uefa, siamo arrivati in semifinale di Coppa Italia. L’atmosfera di Palermo quando c’è entusiasmo si respira in pochi stadi”.


Magari un giorno la rivedremo in panchina al Barbera.
“È il mio sogno”.


Anche con Zamparini presidente?
“Perché no? Tra noi c’è sempre stato un rapporto schietto, ognuno diceva le cose che pensava. Non sono mai stato un ‘signorsì’ e mai lo sarò”.

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