Fiat, basta con le polemiche

Il governo ha annunciato che non rinnoverà gli incentivi all'auto. Il sostegno pubblico quest'anno si concentrerà su settori diversi dalle quattro ruote. Sull'auto gli aiuti si limiteranno solo all'innovazione e alla ricerca. L'ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, a margine del consiglio informale dei ministri dell'Industria europei a San Sebastian. «Visto che le risorse sono limitate credo sia opportuno dare incentivi ad altri settori che hanno bisogno di essere spinti». Insomma la partita si chiude così. Dopo un lungo braccio di ferro arriva la scure.
Non è da escludere che su questa scelta abbia pesato la chiusura di Termini. Nessuno però che si ponga il problema in prospettiva. Il mercato sta calando. Gli ordini per il gruppo Fiat sono scesi del 50%. Senza un aiuto alla domanda la situazione rischia di essere drammatica.
Marchionne ormai ragiona come il capo di una grande multinazionale e, dinanzi al possibile ricatto basato sulla sopravvivenza dello stabilimento siciliano, ha dichiarato che gli incentivi non gli servono. Il governo ha rilanciato e gli aiuti sono saltati. Non è un fatto positivo.
In realtà in questa partita ognuno prova a giocare al meglio le carte che ha in mano.
Perché non c'è alcun dubbio che gli incentivi non sono affatto dei palliativi. Nell'autunno 2008 quando è cominciata la crisi le vendite di auto sono precipitate. La Fiat è stata ben lieta che ci fossero e ne ha goduto così come gli altri costruttori presenti in Italia. D'altra parte è anche vero che lo Stato ha investito 1,5 miliardi e ne ha portati a casa almeno 6,5 solo come Iva. Senza questi aiuti avrebbe incassato minori tasse perché non ci sarebbero stati consumi e nemmeno redditi d'impresa. Senza contare che avrebbe dovuto affrontare maggiori spese in termini di ampliamento della cassa integrazione, di utilizzo degli ammortizzatori sociali e finanziamento al welfare. Insomma gli incentivi sono stati un affare per tutti per cui sarebbe meglio lasciar perdere questa polemica e trovare un'intesa nell'interesse di tutti.

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