Piazza Armerina, pastore sgozza l'ex compagna e si impicca

Un movente passionale sarebbe la causa dell'omicidio-suicidio di questa mattina nel centro ennese. Sul caso indagano i carabinieri

Piazza Armerina. Ci sarebbe un movente passionale all'origine dell'omicidio suicidio avvenuto questa mattina a Piazza Armerina. La vittima è una badante rumena, Iacona  Dimitri, di 35 anni, uccisa dall'ex convivente, un pastore del paese, Salvatore Canì, di 34 anni, che si è poi impiccato. L'uomo era separato dalla moglie, che vive a Mirabella Imbaccari, ed era padre di due bimbe affidate alla madre.
Secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri che indagano sul caso, la donna, sabato scorso avrebbe deciso di mettere fine ad una convivenza difficile, che andava avanti da tre anni tra incomprensioni e litigi. Per questo motivo aveva lasciato la modesta casa di campagna dove Canì abitava, e aveva affittato una casetta in paese, a Piazza Armerina, dove era andata vivere con la figlia quindicenne.
Il pastore, rimasto solo in campagna, non voleva però rassegnarsi alla fine della storia d'amore. Così ieri sera i due si sono dati appuntamento per un ultimo chiarimento. La donna intorno alle 18 è salita sulla sua Fiat Punto rossa targata Catania, trovata poi a pochi passi dal luogo della tragedia, in aperta campagna.
La discussione, secondo la ricostruzione dei carabinieri, sarebbe ben presto degenerata fino a sfociare in un folle raptus omicida seguito da un macabro rituale. Il pastore ha colpito più volte la sua ex compagna con un coltello e poi l'ha sgozzata, l'ha legata con una corda al collo trascinandola per qualche metro e infine ha appeso il suo corpo ad una grosso ramo di fico d'india prima di impiccarsi ad un albero a pochi metri di distanza.
Da un primo esame del medico legale l'omicidio-suicidio risalirebbe alla serata di ieri. La figlia della rumena ha atteso a lungo e invano la madre; in nottata, preoccupata per il prolungato ritardo, ha chiesto l'aiuto di uno zio, senza però avvertire i carabinieri. A dare l'allarme è stato un anziano contadino di 80 anni che ha un appezzamento di terra limitrofo al luogo del delitto: ha visto la scena terribile dei cadaveri che penzolavano dall'albero e dal fico d'india e ha subito chiamato i carabinieri.

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