Nessuna paura dei body scanner

Una domanda ansiosa ma legittima. I lettori e milioni di cittadini si chiedono se i  body-scanner  - che verranno allocati negli aeroporti per motivi di sicurezza - possano essere nocivi per la salute. Perché si è deciso di impiegare queste apparecchiature nell'aviazione civile? Dopo il fallito attentato - anche questo riconducibile ad Al Qaida - il giorno di Natale dello scorso anno, durante il volo Amsterdam-Detroit, si è constatato che, ancora una volta, le attuali misure di sicurezza durante le operazioni di check-in sono insufficienti. In occasione del recente vertice di Toledo Usa-Europa, Janet Napolitano - segretaria di Stato americana per la sicurezza interna - ha fatto forti pressioni affinché i 27 Paesi dell'Unione europea applichino subito le rigide e rigorose misure di controllo degli scali statunitensi, ove già sono attive 40 di queste macchine rivelatrici e altre 450 saranno impiegate entro un anno. L'Europa si è divisa: Gran Bretagna e Olanda hanno subito aderito alla proposta americana; la Germania si è dichiarata restia; Italia e Francia hanno scelto la via mediana della sperimentazione. Maroni, ministro degli Interni, ha deciso di acquistarne 15 e di provarli a Fiumicino, Malpensa e Venezia, riservandoli ai voli per gli Stati Uniti. Se la prova sarà positiva si collocheranno in altre stazioni aeree, tra cui Palermo «Falcone e Borsellino», dove è operativo un volo diretto per New York.
Quali sono i problemi che vengono sollevati? Tralasciamo le dietrologie, che fanno riferimento all'azione di lobby, di potentati economici e industrie che intravedono un mercato di 400 milioni di dollari solo negli USA, oltre il mercato globale; ovvero il dibattito senza riscontri che mira a preferire il poliziotto in ogni aeromobile, lo «sky marshal», per usare un termine alla moda delle fiction televisive. Le questioni che realmente si pongono possono sintetizzarsi in 4 punti: sicurezza; compatibilità con procedure aeroportuali snelle e operative; privacy, con riferimento generico al pudore, alle riserve avanzate a favore di portatori di protesi o deformità o alle proteste già vivacemente espresse dai trans, a tutela dei misteriosi penetrali delle loro pudende; salvaguardia della salute. La disamina comparativa delle strumentazioni ai fini di un giudizio sulla migliore sicurezza dei voli esula da questo editoriale. Analizzeremo solo il fattore rischio clinico, che s'inquadra nella disciplina scientifica denominata radiobiologia. I  body-scanner  - dall'inglese, dispositivo per analisi del corpo - in atto impiegati sono tre tipi: a raggi X, come per le radiografie o TAC, ma ad energia molto più bassa, tanto che rimbalzano appena incontrano il corpo umano, fenomeno definito «back-scattering», cioè secondo la terminologia anglosassone, radiazioni che si disperdono indietro; scanner a onde millimetriche; detettori a raggi infrarossi.  Body-scanner  a raggi X. Vengono impiegati strumenti che erogano irradiazione molto bassa. Ma il concetto di piccole dosi non è ancora del tutto chiarito. Il rischio di danni alla salute da radiazioni ionizzanti - anche se limitato - non è escluso, perché in ogni caso gli effetti permangono e si accumulano. Un rischio probabilistico o «stocastico», in quanto non esiste una dose soglia, un quantitativo minimo al di sotto del quale i raggi X non producono effetti. Nessuna dose di raggi X può considerarsi in alcun caso trascurabile. Pur essendo doveroso valutare con molta cautela ogni stima, gravata da molte imponderabili cause d'errore, per meccanismi fondamentali ancora parzialmente ignoti, un irrisorio quantitativo di energia - via via sommata nel tempo - può dar luogo a molteplici danni, tra cui quelli genetici, per mutazioni radioindotte, che si apprezzeranno nelle generazioni successive. Particolarmente esposti sono bimbi, individui in età fertile e organi critici come gonadi e sistemi emopoietici. Pertanto appare saggia, prudente e può essere condivisibile la scelta di Vito Riggio, presidente dell'Enac-Ente nazionale aviazione civile (presa di concerto con il ministero della Salute e con il Cisa-Comitato interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo) di saggiare e installare, dopo la sperimentazione, solo  body-scanner  a onde millimetriche e a raggi infrarossi. Le onde millimetriche, impiegate per la sicurezza aerea, fanno parte delle radiofrequenze, vale a dire energie non ionizzanti, che comprendono campi magnetici, correnti elettriche, onde hertziane, microonde. Sono le stesse onde emesse dai telefoni cellulari, ma con sistemi e intensità migliaia di volte inferiori. Mai, in alcuni decenni, nei quali si è assistito a sempre crescenti applicazioni civili delle radiofrequenze, si sono dimostrate lesioni al corpo umano scientificamente e sicuramente dimostrabili. Ancora più sicuro è lo scanner a raggi infrarossi, tuttora in via di definitiva validazione. Questa tecnica è definita «passiva», in quanto fondata sulla rilevazione del calore spontaneo emesso dai diversi distretti della superficie corporea. Non si somministrano radiazioni di alcun genere che impattano con l'organismo. Si registrano i raggi infrarossi correlati alla variazione della temperatura superficiale del corpo umano, le cosiddette zone termiche, che vengono convertite in un segnale digitale che a sua volta viene trasformato e visualizzato sotto forma di una mappa, con scala di colori che va dal blu scuro al rosso chiaro. Metodica, pertanto, del tutto innocua. Negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso questo mezzo d'indagine fu impiegato in medicina, con il nome di «termografia», in particolare per applicazioni cliniche finalizzate alla ricerca di tumori della mammella. La metodica fu poi abbandonata a favore di altri tipi di diagnostica per immagini, che permettono diagnosi più precoci e perspicue. Dalle correnti profonde della scienza sorgono idee positive e le notizie tecniche divengono rassicuranti, attraverso sapienti adattamenti. Darwin ci ricorda che non è la più forte della specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti. Viaggiamo sereni. In piena tranquillità.

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