"A Favara tragedia annunciata, non celebrerò i funerali": la protesta del vescovo

Monsignor Francesco Montenegro aveva scritto a Bertolaso, dopo la frana a Giampilieri, denunciando il dissesto di tanti centri dell'Agrigentino: "Domani sarò tra la gente"

Favara. Ha mantenuto la promessa fatta all'indomani di un'altra tragedia annunciata: la frana che ha spazzato via Giampilieri. Allora Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, scrisse al responsabile della Protezione Civile descrivendogli il gravissimo stato di dissesto di tanti centri storici dell'Agrigentino e assunse l'impegno che mai avrebbe celebrato i funerali delle vittime di nuovi disastri annunciati.
E così ha fatto, affidando, a una nota diffusa nel pomeriggio, l'annuncio che domani non sarà dietro l'altare della chiesa di Favara a dare l'ultimo saluto a Marianna e Chiara, le sorelline morte nel crollo della palazzina in cui vivevano con i genitori e il fratellino, miracolosamente sopravvissuto, venuta giù in attesa che il Comune assegnasse alla famiglia un alloggio popolare. E in serata è giunta la notizia che, su richiesta della famiglia, le esequie si svolgeranno in forma privata.
"Domani mattina - scrive l'arcivescovo - il mio posto sarà tra la gente, con loro pregherò per Marianna, la piccola Chiara e per i loro genitori Giuseppe e Giuseppina e per il piccolo Giovanni. Non è un sottrarmi al mio ruolo di vescovo, di pastore della porzione di popolo che il Signore mi ha affidato, ma un farmi solidale e vicino alla famiglia Bellavia in questo giorno che è giorno di preghiera e silenzio".
"Invito tutti a guardare al Crocifisso, - conclude - nell'estremo grido di Gesù sulla croce sono contenuti e riecheggiano tutti i gridi dell'umanità intera e tutti sono bagnati dalle lacrime del Padre".
E parole severe sono state pronunciate anche dal presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco che ha sottolineato che, nonostante l'impegno della Protezione civile in soccorso delle vittime di tutti i disastri naturali e non che hanno colpito di recente l'Italia, "molti allarmi restano inascoltati e segnalazioni non raccolte".
 Mentre la comunità favarese domani si stringerà attorno alla famiglia Bellavia per le esequie, a cui parteciperà anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano. I carabinieri, su delega della procura di Agrigento, che ha aperto un'inchiesta sulla tragedia, proseguiranno gli accertamenti. Un pool di magistrati coordinerà le indagini. Ne fanno parte il procuratore capo Renato Di Natale, l'aggiunto Ignazio Fonzo, e i sostituti Lucia Brescia e Giacomo Forte. L'inchiesta punta a verificare se erano state emesse ordinanze di sgombero relativamente alla zona interessata dal crollo e a fare luce sulla vicenda relativa alle assegnazioni degli alloggi popolari: i Bellavia erano tra i cittadini che avevano fatto domanda. In particolare i pm acquisiranno la lista di assegnazione delle case e cercheranno di capire come mai gli immobili dell'Iacp, pronti da tempo, siano in stato di totale abbandono e non siano stati invece subito assegnati. Presto il fascicolo potrebbe non essere più a carico di ignoti: come atto dovuto, infatti, potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati il proprietario della palazzina crollata, il sindaco di Favara, Domenico Russello, responsabile della sicurezza pubblica, e i vertici dell'ufficio tecnico comunale.

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