Ferrara: "Abbiamo la forza per superare il momentaccio"

Il tecnico della Juventus: "Non meritavamo la sconfitta". Ranieri: "Ho salutato tutti tranne i dirigenti bianconeri"

Torino. La Roma vince, la Juve affonda e Claudio Ranieri ottiene la sua personale rivincita contro la società che lo scorso anno lo esonerò a due giornate dalla fine del campionato, e contro Ciro Ferrara, il suo successore sulla panchina bianconera. "Non c'é nessuna rivalsa personale - assicura Ranieri -. Io sono contentissimo di ciò che ho fatto nei due anni a Torino e ora sono contento di quello che faccio a Roma, a casa mia".
Poi però  piazza la stoccata: "Prima della partita ho salutato un po' tutti quelli che ho incontrato, anzi quasi tutti. I dirigenti non li saluto, ho salutato Ferrara ma i dirigenti no". Frase che fa intendere quali siano i rapporti tra l'allenatore giallorosso e la sua ex-società. "La vittoria - prosegue Ranieri - è il premio di aver lottato fino in fondo, i ragazzi ci credevano. Era nove anni che non vincevamo qui, volevamo vincere per i nostri tifosi, stiamo giocando bene, sono molto felice per loro".
La Juventus intanto precipita: ottava sconfitta nelle ultime undici gare. "Credo che meritassimo di più per quello che i ragazzi hanno dato, come voglia, temperamento e qualità  del gioco - attacca Ciro Ferrara -. Così ci ritroviamo a commentare una sconfitta che fa male, perché il periodo è difficile e abbiamo poche giustificazioni. Ai ragazzi ho detto questo: credo che questo gruppo abbia forza, carattere e personalità per uscire da questa situazione. In questi momenti  bisogna essere uomini forti e loro lo sono. Cercheremo di venirne fuori tutti quanti insieme". "Bisogna lavorare anche sull'autostima dei ragazzi - prosegue Ferrara - Loro ora sono delusi e giù di morale, a maggior ragione dopo una partita in cui hanno dato tutto, magari con una prestazione non eccezionale, ma in cui hanno dato tutto. Il momento è delicato per il sottoscritto e per tutta la squadra, i prossimi saranno giorni difficili. Siamo sempre molto legati ai risultati e a me dispiace molto perché sono stato giocatore, dirigente e ora allenatore della Juve. Ho a cuore di cercare di risolvere il problema, non di fuggire”.  

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