Favara, l'ora del cordoglio e della riflessione

La tragedia di Favara impone cordoglio e riflessione. Cordoglio perché due bambine che muoiono in tenerissima età meritano silenzio e dolore. Riflessione perché si tratta della più evidente delle tragedie annunciate. Non sorprende il crollo della casa. Stupisce il fatto che sia rimasta in piedi fino a ieri. La palazzina era fatiscente, l'immobile non aveva fra l'altro piani di appoggio visto che gli edifici attigui erano stati abbattuti o erano crollati. Le recenti, violente piogge hanno fatto il resto, compromettendo una struttura già precaria. "Tutto il Mezzogiorno - dice il prefetto di Agrigento Umberto Postiglione - è combinato in questo modo. A pagare sono purtroppo sempre le famiglie più povere. La Procura accerterà le eventuali responsabilità". Un’inchiesta che, auspichiamo, avrà tempi rapidi. Soprattutto bisognerà capire per quale ragione le 56 case popolari in contrada Piana dei Peri non sono mai state consegnate. Eppure si tratta di un cantiere chiuso da dieci anni. Come mai nessuno, in un arco di tempo così lungo, ha provveduto ad assegnarle? Nel frattempo l'inclemenza del tempo e il vandalismo degli uomini le ha rese presenze spettrali. Ora il sindaco di Favara dice che il Comune aveva appena ottenuto un milione e mezzo dalla Regione per riparare i danni. Che cosa è successo nel frattempo? Perché gli alloggi sono ancora vuoti e inutilizzabili? Non abbiamo certezze. Ma nel frattempo la famiglia Bellavia era costretta ad abitare in un appartamento con i muri di cartapesta. Ieri la tragedia che ancora una volta conferma la distanza siderale che esiste fra i tempi della burocrazia, della politica e quelli della vita di tutti i giorni. I 56 appartamenti di Piana dei Peri sono opere incompiute senza una ragione apparente. Nel frattempo sono passati dieci anni. Un tempo infinito. All'alba di ieri la tragedia. A pagare il prezzo della vita due ragazzine figlie di povera gente. Non è giusto.Una tragedia annunciata della burocrazia. Ora un’indagine rapida.

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