Tennis, le italiane brillano a Melbourne

In cinque accedono al terzo turno. Dopo Errani e Vinci, vanno avanti anche la Schiavone, la Garbin e la Brianti

Tu chiamale se vuoi, emozioni. Sono quelle che regalano le ragazze italiane in terra australiana. Il caldo non scioglie il tennis in rosa, che si presenta al terzo turno con ben cinque rappresentanti. Alla Errani e alla Vinci, che avevano conquistato il pass ieri, si sono aggiunte la Schiavone, la Garbin e la Brianti (mai era arrivata così in avanti in uno slam). Tre belle vittorie, tutte ottenute con i denti e con grinta. La Leonessa Milanese ha vinto contro la Coin, la Garbin ha avuto la meglio sulla Shvedova mentre Alberta ha sicuramente fatto l'impresa più bella, battendo la fortisisma tedesca Lisicki, n.21 al mondo, dopo tre combatutissimi set. Era dal 2006 che 5 nostre azzurre non andavano così avanti in un torneo dello slam.

Ivanovic a casa. La battaglia delle belle del tennis versione Australe l'ha vinta Gisela Dulko, argentina bionda e prorompente che ogni tanto si diverte a battere le grandi (o presunte tali) della racchetta: a Wimbledon era toccato alla Sharapova, a Melbourne invece si è dovuta inchinare alla venticinquenne valchiria di Buenos Aires un'altra ex numero uno del mondo, anche se parecchio in declino, cioè Ana Ivanovic, ora numero 20 Wta. Partita molto combattuta (più che bella), sopratutto nel terzo set, dove la Dulko, dopo essere volata sul 5-1 e aver sprecato due match point, stava combinando la frittatona all'australiana facendo rimontare 5-4 e servizio Ivanovic. Per fortuna la serba non è da meno in quanto omelette e così, dopo due doppi falli nello stesso game, si deve arrendere prima all'argentina e poi all'evidenza, ovvero quella di non essere attualmente una tennista al top. 6-7 7-5 6-4 in 2 ore e 51 minuti di gioco il punteggio finale.

Le altre ragazze. Ivanovic a parte, nessuna altra nota degno di rilievo. La Zvonareva continua a macinare qualunque cosa le capiti a tiro, dimostrandosi davvero molto, molto in forma: 6-0 6-3 alla Benesova e tutti a farsi una bella docca contro i caldo australiano che, al contrario dei primi giorni, sta davvero iniziando a farsi sentire. Piano però a considerare Vera una outsider affidabile: troppe volte si è presentata con queste credenziali ma alla fine le è sempre mancato qualcosa: lo scorso anno arrivò in semifinale contro la Safina, ed era una partita che poteva vincere. E la perse. Vedremo nel 2010 cosa combinerà. Una che non sembra soffrire invece niente e nessuno è la Wozniacki, numero 4 del mondo, che marcia da perfetta soldatina verso la sua meta, ovvero vincere il suo primo slam. Difficile, certo, ma chiunque la affronti deve prima abbattere un muro e poi costruire la vittoria. E non tutte ci riescono, anzi. Certamente non poteva riuscirci la Goerges, spazzata via 6-3 6-1 senza patemi. Bene anche la Azarenka (6-4 6-0 alla Voegele). Superfluo parlare delle Williams, che non hanno avuto il benchè minimo patema d'animo nel superare le loro avversarie di secondo turno.

Davydenko. Poco da dire su Nikolay, ma più per merito che per demerito. Il russo in questo momento è in una forma straripante: tira di tutto e gli entra di tutto. Ovviamente il suo avversaro di secondo turno non è di quelli che ti fanno perdere il sonno la notte (Marchenko), e quindi prima dei proclami, ci vogliono le basi, ma certo è che un 6-3 6-3 6-0 veloce, rapido e autoritario fa sempre una certa impressione. In primis, a chi lo deve incontrare nei turni successivi. Federer, tanto per dire un nome, che cercherà stasera (australiana, of course, mattinata vostra), di rispondere al suo probabile avversario nei quarti di finale con una prestazione altrettanto forte contro Hanescu.

La rimonta di Baghdatis. E Marcos continua a stupire, eccome. Oggi per il cipriota sembrava essere suonata la campana contro lo spagnolo Ferrer, testa di serie numero 17: troppo solido lo spagnolo nei primi due set, vinti 6-4 6-3, troppo falloso e incostante Baghdatis, che sembrava non riuscire a trovare nessun possibile via di uscita. Insomma, sembrava finita, senza troppi fronzoli. Nel terzo set, dopo qualche pala break annullata, arriva la svolta: prima il tie break vinto, nettamente, giocando alla grandissima. Nel quarto set, spinto dall'incessante e rumorosissimo pubblico greco-cipriota della Hisense Arena, Marcos prende il volo: 6-3, senza storia. Ferrer completamente nel pallone. E non te lo aspetti, perchè lo spagnolo è uno che cinquanta centesimi per strada non li regala, figurarsi un punto quando gioca. Macchè. L'ex numero 5 del mondo entra in una spirale che lo porta a perdere al quinto per 6-1, nettamente e senza lottare. Baghdatis a questo punto diventa una mina vagante niente male per questa parte di tabellone, anche perchè il gioco lo ha ritrovato eccome (anche se quando cala al servizio rimane sempre troppo, troppo falloso):  al prossimo turno avrà  tra Hewitt, nel replay di quella partita di due anni, finita alle 4 e 30 della notte. Per chi è qui come me, a pensarci bene però, non è nemmeno una grande idea...

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati