Riscaldamenti guasti, protesta alla Salvemini

Niente lezioni nella scuola di viale Michelangelo, a Palermo. La preside: da lunedì problema risolto

Palermo. Freddo e proteste. All’istituto Salvemini di viale Michelangelo, a Palermo, è stato il giorno della rabbia degli studenti, che oggi hanno deciso di astenersi dalle lezioni. Il motivo? Aule fredde e un cantiere aperto durante le ore di scuola.
C’è chi urla “vogliono che andiamo a scuola e poi fanno di tutto per non farci venire”, chi con le coperte sulle spalle che sta vicino ad altri studenti per riscaldarsi a vicenda. Noemy Albanese, rappresentante d’istituto, rigorosamente con sciarpa, guanti e cappello di lana: “È impossibile stare a scuola in queste condizioni, stiamo più attenti a ripararci dal gelo e dalla polvere che alle lezioni, veniamo con delle coperte già dallo scorso mese. E se poi qualcuno sta male i professori non accettano scuse. Ci volevano trasferire in centrale dalle 14.30 alle 19.30 senza mettere a disposizione i mezzi per spostarci. Ma come facciamo noi? Se abbiamo scelto di frequentare questa scuola è perché la centrale è troppo lontana per noi e siamo impossibilitati per mancanza di mezzi”.
Francesca Ferrante, di Capaci, è tra le pendolari del Salvemini: “Abbiamo cercato un punto d’incontro per risolvere almeno i problemi più seri ma è stato tutto inutile”.
Christian Cardullo, un altro rappresentante d’istituto aggiunge: “È impossibile che una scuola non posso usufruire dei termosifoni, specialmente con queste condizioni climatiche che peggiorano sempre più. La centrale per noi è troppo lontana e noi lottiamo per stare qua e non farla chiudere. Abbiamo chiesto alla preside di uscire prima, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta”.
Noemi Garonna, in arrivo da Altofonte, con voce tremante dal gelo e con una coperta sulle spalle racconta: “Sono stata in centrale e ho visto come stanno, non dico che non hanno problemi ma almeno i riscaldamenti li hanno e non hanno i lavori durante le lezioni – ha sottolineato -, e non sono costretti a sentire il rumore e a tapparsi la bocca per evitare di inalare la polvere”.
La preside, Heidrun Aschacher, replica: “Il problema dei riscaldamenti non è dato dalla mancanza del gasolio, ma dal motore che è rotto, sarà a disposizione tra due giorni. I ragazzi hanno manifestato il loro disappunto perché data la situazione hanno chiesto di uscire prima finché il problema non sarà risolto. Per quanto riguarda i lavori, credo ci sia un’esagerazione nella descrizione dei problemi. Le ristrutturazioni, per aumentare le norme di sicurezza, possono essere leggermente fastidiosi ma non coprono le voci degli insegnanti e non impediscono il regolare svolgimento delle lezioni. Comunque termineranno tra circa due settimane. Cercherò di fare un regolamento insieme agli studenti in modo di confrontarci maggiormente e limitare i futuri problemi”.

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