Ad Haiti 190 gli italiani

Nessuna notizia certa sui connazionali che vivono sull’isola. Rassicurazioni su alcune suore friulane e sul personale di una ditta di caffè umbra

Roma. Sono circa 190 gli italiani che si trovano ad Haiti, in base ai dati in possesso della Farnesina. Lo ha detto il responsabile dell'Unità di crisi del ministero degli Esteri italiano, Fabrizio Romano.
"Ci risulta che ad Haiti ci sono 180 connazionali iscritti all'anagrafe consolare ai quali va aggiunta un'altra decina di italiani che si sono iscritti al sito della Farnesina, ‘Dove siamo nel mondo’ - ha aggiunto Romano -. Non possiamo naturalmente escludere che ve ne siano altri che non sono registrati al consolato e neanche al sito".
Intanto hanno fatto sapere di star bene, con un messaggio via cellulare, le due religiose friulane che operano ad Haiti e di cui non si avevano notizie dopo il sisma della scorsa notte. Lo ha riferito la presidente dell'associazione "Pane Condiviso", Ivana Agosto. "Abbiamo contattato via cellulare - ha detto - un giovane che abita vicino alla casa delle suore, alla Citè Militaire. Ci ha detto di aver ricevuto un sms con scritto 'Stiamo bene', poi - ha concluso - la comunicazione è caduta". Le due suore, Anna D'Angela e Olivia Pia Colussi, sono nell'isola caraibica da oltre 50 anni e gestiscono attività di sostegno a bambini e famiglie.
Nessun ferito neppure per la Pascucci Caffè, l’azienda italiana nel settore del caffè. "Siamo riusciti a contattare quasi tutti quelli che lavorano per noi e abbiano saputo che stanno bene": lo ha reso noto un responsabile della ditta, di Montecerignone in provincia di Pesaro-Urbino che opera ad Haiti. Contattata al telefono dall'Italia, Diane Nsengiyumva un'agronoma di origine burundese dipendente della Pascucci, ha detto che lei, suo marito e i 150 contadini che lavorano per l'azienda nell'ambito di un progetto equo-solidale per la coltivazione del caffè, sono tutti salvi, anche perché residenti a qualche km al di fuori di Port-au-Prince.  La donna ha aggiunto tuttavia di non essere riuscita ad entrare in contatto con altre due persone, haitiane, che collaborano con la Pascucci caffè.
Notizie rassicuranti anche dall’Ambasciata italiana. "Stanno tutti beni i dodici italiani della ditta Ghella che si trovano in un cantiere nel nord di Haiti, a una cinquantina di chilometri da Port-Au-Prince", ha detto Gianfranco del Pero, responsabile dell'ambasciata italiana nella vicina Repubblica Dominicana.
Il diplomatico, che si trova a Santo Domingo, ha ribadito  che per ora è impossibile entrare in contatto telefonico con Haiti. "Siamo insieme a dei colleghi francesi e neanche loro riescono a sapere nulla della loro ambasciata a Port-au-Prince. A quanto sembra, ha precisato del Pero, una parte della sede dell'ambasciata sarebbe crollata".

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