Rosarno, bisogna rispettare regole e leggi

Di fronte ai disordini e allo scempio di Rosarno pensiamo che ci sia una sola risposta possibile: il rispetto delle regole e delle leggi. Cosa assolutamente necessaria in tutti i campi dell'economia e della convivenza civile. Senza questo vincolo a rischiare è la stessa tenuta democratica del nostro territorio e le contraddizioni possono diventare un miscela esplosiva.
Le istituzioni, le forze dell'ordine, gli organi ispettivi devono vigilare perché non ci siano sopraffazioni e soprusi. I disordini di Rosario sono il frutto dell'illegalità assoluta. Da parte di tutti: degli immigrati entrati clandestinamente nel nostro Paese. Delle aziende che li ingaggiavano in barba a tutte le leggi che tutelano il diritto al lavoro. Infine dei cittadini che hanno risposto a colpi di arma da fuoco a quella che loro ritengono una sorta di invasione barbarica.
La ritirata del codice lascia il passo alla legge della giungla, alla prevalenza del più forte e la mafia continuerà a gestire il malaffare. Determinando reazioni scomposte se non vere e proprie sommosse come quelle alle quali stiamo assistendo in Calabria. Allo stesso modo, però, avrebbero potuto accadere in Sicilia visto che gli stessi clandestini alcuni mesi fa erano impegnati nel trapanese per la vendemmia. Oppure in Campania dove, nella loro inumana transumanza alla ricerca di un salario, si sarebbero recati per la raccolta del pomodoro.
Proprio per questo crediamo fermamente che nessuno possa permettersi il lusso di far finta di niente.
Anche quelli che oggi si ritengono i più furbi pagheranno le conseguenze di un impostazione che schiaccia e mette al tappeto le regole della legge.
Tutto si tiene e il sistema deve garantire a tutti dignità e possibilità di vedere un futuro, se no è la fine. Allora fermiamoci, mentre siamo ancora in tempo e definiamo una strategia che nel rispetto della legalità consenta a tutti di portare a casa un reddito decente per sopravvivere. Ma soprattutto tenga ben ferma la barra sul rispetto delle regole.
L'immigrazione clandestina non può essere accettata come se nulla fosse. La libertà alle frontiere, e la libera circolazione sul territorio nazionale di persone che per lo Stato non esistono, non generano integrazione, come vorrebbero tante anime belle. Solo disordini e insurrezioni. E questo sarà bene tenerlo a mente prima che qualche testa calda provochi incidenti irreparabili.
fondi@gds.it

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