Processo breve, l'Anm: "Così giustizia in ginocchio"

Il presidente Palamara: "Il provvedimento garantisce l'impunità agli autori dei delitti". Bersani (Pd): "Incompatibile con le riforme". Bonaiuti (Pdl): "Andiamo avanti"

ROMA. E' ancora più che negativo il giudizio dell'Associazione nazionale magistrati sul ddl del governo sul processo breve. Quel provvedimento "rischia di mettere in ginocchio la già disastrata macchina giudiziaria" ha detto il presidente Luca Palamara nel corso di un'intervista a Sky Tg 24. E non solo: "Non dà giustizia alle vittime dei  reati e garantisce l'impunità a chi ha commesso fatti delittuosi". E questo perché "per come è combinata la macchina giudiziaria non potremo mai definire i processi nei tempi indicati dal legislatore"."Noi per primi - ha aggiunto Palamara - vogliamo una riforma seria della giustizia che, come ha detto il capo dello Stato, tenga conto degli interessi generali per un servizio credibile agli occhi dei cittadini".
E il segretario del Pd, Pierluigi Bersani attacca: "Se Berlusconi pensa di essere uno statista lo può dimostrare ora. E' evidente anche a un bambino che non si può discutere allo stesso tempo di processo breve e di riforme". Alla domanda se il Pd si opporrà alle leggi salva premier fino al punto di promuovere un referendum, Bersani ha risposto: "Ogni giorno ha la sua pena, adesso siamo impegnati in una battaglia parlamentare. Io continuo a pensare che una maggioranza responsabile non può scardinare il sistema giustizia. Voglio prima vederli alla prova dei fatti".
Dal centrodestra la replica del sottosegretario alla presidenza e portavoce del premier, Paolo Bonaiuti: "Oltre ai timori per le prossime elezioni, date le difficoltà che il Pd sta incontrando in alcune regioni, il leader del Pd deve anche fronteggiare l'opposizione interna e la concorrenza dell'Italia dei Valori. Bersani, ha detto il portavoce del premier, "ha problemi che derivano da un'opposizione interna guidata da Franceschini e Veltroni che remano contro e  dall'altro canto l'opposizione durissima di Di Pietro e De Magistris".
Poco prima Bonaiuti aveva confermato la disponibilità del centrodestra a sedersi al tavolo del confronto. Fermo restando  che sul processo breve e sugli altri provvedimenti in materia di giustizia, ha precisato Bonaiuti, la maggioranza "andrà avanti".

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