Il trionfo del Milan a Torino: Ferrara traballa, Leo gongola

Il tecnico della Juventus rischia grosso dopo l'ennesimo passo falso: "Non abbandono la barca". Il rossonero invece è raggiante: "Gara perfetta"

Torino. Resta solo il Milan nella scia dell'Inter a lottare per lo scudetto. La Juventus invece si scioglie, fallisce la seconda prova d'appello (dopo il palliativo del successo di Parma) e ripiomba nella veemente contestazione dei tifosi. La panchina di Ferrara ritorna così a traballare, anche se dalla società bianconera, presidente Blanc in testa, non è arrivata nessuna dichiarazione.
La festa è tutta del Milan, alla nona vittoria nelle ultime undici gare. "Godiamoci questa notte meravigliosa – dice raggiante Adriano Galliani -. Non facciamo però previsioni sullo scudetto: non parlo dell'Inter, la pubblicità comparativa non mi piace". Leonardo applaude la maturità della sua squadra.
"Nonostante il punteggio è stata una partita molto difficile - spiega il tecnico rossonero -. Nel primo tempo abbiamo sofferto, ci abbiamo messo un po' ad organizzarci perché la Juve ci ha costretto a giocare nella nostra metà campo. La cosa migliore é stata l'intelligenza dei ragazzi che hanno saputo soffrire, ma senza concedere chiare occasioni, e poi sono stati capaci di impostare gioco creando situazioni importanti".
Copione diverso invece nella ripresa. "Abbiamo gestito la gara in maniera perfetta - aggiunge Leonardo -. Il lavoro di Beckham e Ronaldinho, larghi sulle fasce, ha messo in difficoltà la Juve. Poi siamo stati bravi a fare tre gol su calci piazzati". Il segreto di questo Milan? "Quando le cose vanno bene non è soltanto per una ragione - prosegue -. Stiamo bene fisicamente e psicologicamente, in più abbiamo allegria, voglia di fare e umiltà". L'ultima volta che il Milan ha vinto a Torino, era il 2004, ha poi conquistato lo scudetto. "Tutto può succedere si schermisce Leo -. Non sono scaramantico, per questo penso soltanto alla gioia di oggi che è stata molto importante. Probabilmente se non avessimo avuto il periodo di difficoltà di ottobre, ora non saremmo in questa situazione".
Sulla stessa lunghezza d'onda Andrea Pirlo. "Non è una vittoria decisiva, ma sicuramente importante per dare continuità al successo di mercoledì - spiega il centrocampista -. Che cosa é cambiato? Abbiamo cambiato modulo e mentalità e con un nuovo assetto abbiamo ricominciato a vincere". Tra due settimane c'é
il derby. "Speriamo di arrivare a quella sfida con meno punti possibile di distacco".
Pensieri di tutt'altro genere passano per la testa di Ciro Ferrara: "Non penso di rischiare il posto e non lascio la barca - attacca il tecnico bianconero -. Non sono fatto così. Farò di tutto per cambiare le cose. Sono molto concentrato su ciò che c'é da fare per invertire questa tendenza negativa. Per il resto non sono io a dover prendere decisioni, le mie forze cerco di metterle al servizio della squadra per superare questo momento". Ferrara sottolinea il modo in cui è maturata la sconfitta: "Il punteggio è netto ma è nato da tre situazioni di palla inattiva. A quel punto non c'é stata più la forza per reagire. E'un momento molto difficile, in cui veniamo puniti alla prima occasione. Siamo partiti bene, chiudendo tutti gli spazi, anche se non creando tantissimo".
Anche Giorgio Chiellini non usa giri di parole. "E' stata una disfatta non da Juve - afferma il difensore juventino -. Una serataccia, in cui il risultato ci penalizza molto. Il mio dispiacere è che abbiamo preso tre gol da palle inattive da un Milan che di solito gioca bene ma stasera ha fatto un solo tiro in porta su azione con Thiago Silva. Con più attenzione, la partita poteva finire in altro modo, ma abbiamo già perso troppe partite in questa maniera. Bastava poco per pareggiare".

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