Milano, preso senegalese accusato di violenza sessuale

Niang Demra, clandestino di 36 anni, è stato arrestato perchè ritenuto responsabile di aver rapinato e tentato di violentare una donna. Indagini sul presunto coinvolgimento in altri episodi del genere

Un senegalese clandestino di 36 anni é stato arrestato, a Milano, perché ritenuto responsabile di aver rapinato e tentato di violentare lo scorso 29 dicembre una donna che metteva via l'auto nel box del suo palazzo e che solo per il fortuito arrivo di un vicino si era salvata. L'uomo, Niang Demba, ufficialmente senza occupazione, risulta anche indagato per un secondo episodio simile, avvenuto in precedenza, ed è sospettato di averne forse commesso un terzo, di essere, cioé, uno stupratore seriale.  Avrebbe agito sempre nella stessa zona nord della città e con modi in parte simili. Al momento, però, deve rispondere di violenza sessuale solo per l'episodio tentato in dicembre, in via Legnone, e di rapina, sempre per via Legnone e per l'aggressione a un uomo, in strada, ferito il 10 novembre in via Pellegrino Rossi con una coltellata di striscio, scattata, pare, perché l'uomo aveva reagito.    Sul coinvolgimento nelle altre due violenze gli investigatori della Squadra Mobile, che ieri sera lo hanno individuato in uno stabile in via Tartini dove vivono numerosi immigrati centrafricani "per lo più regolari", non si sbilanciano e parlano di "un'ipotesi di lavoro" e di indizi "non così forti, al momento, da far scattare un'incriminazione". Nel primo caso una donna era stata aggredita nelle vicinanze sempre di via Pellegrino Rossi, ed era riuscita a scappare grazie alla sua prontezza di spirito: aveva infatti spento improvvisamente il contatore della luce riuscendo a sottrarsi allo stupro. Nel secondo una trentenne, in via Borsieri, era stata rapinata, trascinata in un parcheggio e costretta ad un rapporto non completo.

Nei prossimi giorni, dopo la convalida dell'arresto, molto probabilmente la foto dell'uomo verrà mostrata proprio alle altre vittime.  Quelle dei primi due episodi contestati lo hanno già riconosciuto e dove viveva, ospite di amici, sono stati trovati e sequestrati alcuni abiti (una felpa, un paio di scarpe e di jeans) che pare siano quelli descritti dagli aggrediti. Anche alcuni accertamenti tecnici (in un caso il violentatore aveva portato via un cellulare) potrebbero contribuire ad inchiodarlo alle sue responsabilità

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