Agen: “Concentrarsi su pochi progetti ma chiari”

Il presidente regionale di Confcommercio: sarebbe anche fondamentale liquidare alle imprese i contributi in conto interesse che attendano dal 2003: trenta milioni, incluso il 2009

Saranno le sue origini liguri o forse un'allergia congenita ai sofismi e agli atteggiamenti reverenziali, ciò che è certo è che per Pietro Agen, presidente regionale di Confcommercio, la schiettezza non è un optional. E anche quando parla di poteri e politica è uno che non le manda a dire. Sul terzo governo Lombardo molte perplessità. A partire dal ruolo di assessore alle Attività produttive assegnato a Marco Venturi, imprenditore ed esponente di spicco di Confindustria Sicilia.
Proprio non le va giù quest’assessore…
«Non c'è niente di personale ma è inusuale che questo ruolo venga assegnato ad un esponente di un associazione di categoria così imponente, ci troviamo dinnanzi a un caso in cui il controllore è anche il controllato. Ognuno deve fare il suo mestiere e mischiare impresa e politica non mi pare opportuno. Tra l'altro è un dubbio che mi risulta essere ampiamente condiviso e l'ho anche detto a Lombardo, gli ho mandato un sms ma non mi ha risposto».
Cosa ne pensa del riassetto politico del nuovo governo?
«Sarebbe stato più giusto ricompattare la maggioranza votata dagli elettori, adesso vedo tanta confusione anche se una crisi irreversibile non sarebbe stata auspicabile».
Cosa chiedete al governo in carica?
«Innanzitutto la rimodulazione delle risorse europee per non sprecarli come è stato fatto in passato. Bisogna concentrasi su pochi progetti ma chiari da condividere con le categorie produttive che non a caso fanno squadra come dimostra la nascita dell'Unione delle pmi di cui sono il portavoce e che include otto categorie. Per cominciare basterebbe avviare un piano di messa in sicurezza degli edifici pubblici e di recupero dei centri storici con criteri anti-sismici. Tante piccole opere che creerebbero ricchezza virtuosa perché non aumenterebbe la cementificazione della regione e occupazione immediata. Per stimolare l'economia sarebbe anche fondamentale liquidare alle imprese i contributi in conto interesse che attendano dal 2003: trenta milioni, incluso il 2009».
Cosa fare per evitare che le risorse europee finiscano nella mani sbagliate?
«Non è possibile che a controllare sia l'erogatore. Bisogna affidare questo compito a un organo terzo con l'aiuto delle forze dell'ordine. Sulla questione della legalità bisogna essere chiari: se non si combatte la corruzione nella pubblica amministrazione non si andrà lontano. Spesso lì si annidano connivenze con i sistemi criminali per una convenienza reciproca. Altro passo fondamentale è la sburocratizzazione e non vedo segnali in questo senso. Per esempio per semplificare si è passati alla digitalizzazione ma solo in teoria perché in pratica oltre ai file elettronici continuano a chiedere i file cartacei... raddoppiando il lavoro».
La Sicilia lamenta disattenzione dallo Stato.
«Ha ragione Lombardo quando dice che lo Stato si è adoperato per favorire la discesa di grossi gruppi del nord e poco per lo sviluppo di quelle siciliane o per l'infrastrutturazione della regione. Sono indignato ad esempio dalla Fiat che dopo avere vissuto di soldi pubblici adesso volta le spalle al Sud. Ma è anche vero che qui mancano politici che difendono il loro territorio come fanno i leghisti».

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