“Isola pedonale? Ma a che serve”

La Confcommercio di Palermo contro la decisione del Comune. Parla il vicepresidente Genuardi: “Dire di voler diminuire lo smog è un concetto troppo astratto e riduttivo”

«Va bene l’isola pedonale. Ma bisogna che qualcuno ci venga a spiegare l’utilità del provvedimento». Sono queste le parole del vice presidente di Confcommercio Palermo, Luigi Genuardi. Parole che riassumono efficacemente il pensiero dell’associazione che rappresenta i commercianti della città, all’indomani della decisione dell’assessore comunale al Traffico, Francesco Scoma, di continuare con l’isola pedonale nell’asse dello shopping in centro ogni week end fino a fine marzo.
Dunque i commercianti non sono ancora del tutto convinti sull’isola pedonale?                                
«Noi commercianti saremmo anche a favore dell’isola pedonale in centro, ma vorremmo capire concretamente qual è l’obiettivo dell’amministrazione comunale. Sarebbe opportuno creare un tavolo di concertazione nel quale l’assessore al traffico ci illustra un piano ben definito con una strategia che preveda le misure per portare avanti un’iniziativa complessa come l’isola pedonale. Invece, non c’è ancora nulla di tutto questo. Basta dire che non c’è ancora un paino urbano del traffico in questa città».
Lo scopo di queste misure, però, secondo il Comune, è quello di diminuire lo smog.                    
«Dire di voler diminuire lo smog è un concetto troppo astratto e riduttivo. Ma anche quando si vuole portare avanti un obiettivo del genere, bisogna fare una programmazione a lunga scadenza e non introdurre provvedimenti di breve periodo, che alla lunga non portano benefici».

Cosa dovrebbe prevedere una programmazione nel caso di un’isola pedonale nel centro di una città metropolitana come Palermo?
«Prima di tutto bisogna dare delle alternative valide ed efficienti al cittadino per raggiungere l’isola pedonale. Alternative che consistono in parcheggi sotterranei, mezzi pubblici, come tram e metropolitana. Non bisogna, dunque, dare degli svantaggi al cittadino, perché in questo modo ottieni uno squilibrio, perché si rischia di raggiungere un risultato da un lato, e di penalizzare, invece altre categorie come commercianti e i cittadini».

Perché in altre città d’Italia le isole pedonali hanno rappresentato un successo?
«Proprio per i motivi che citavo prima. Nelle città, come Firenze ad esempio, in cui ho avuto modo di osservare isole pedonali, ci sono le strutture adeguate a sostenere e alimentare iniziative di questo genere. I mezzi pubblici funzionano alla perfezione e soddisfano il cittadino e c’è un corpo di vigili urbani organizzato per mantenere l’ordine nell’isola».
Giuseppe Leone

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