Il racket torna a colpire in Sicilia

Incendio in un negozio di abbigliamento a Palermo e in un deposito alimentare a Gela. Spari contro la saracinesca di un bar a Porto Empedocle

Il racket torna a colpire. Tre casi in tre diverse zone della Sicilia tra sabato e domenica. A Palermo un incendio ha coinvolto un negozio di abbigliamento in via Filippo Cordova a Palermo. Nella notte tra sabato e domenica a la polizia e i vigili del fuoco sono intervenuti dopo una segnalazione al 113 che avvertiva del rogo che si era sviluppato all’interno del negozio “Sottokosto”. Ultimate le fasi dello spegnimento è stata rinvenuta all’ingresso una bottiglia di plastica quasi completamente distrutta dalle fiamme ma ancora intrisa di liquido verosimilmente infiammabile.I proprietari del negozio, andato completamente distrutto, hanno dichiarato di non avere mai ricevuto richieste di denaro. Ma le indagini seguono la pista del racket, in una zona che ricade nel mandamento di San Lorenzo.
Altro attentato a Gela, dove un incendio doloso ha distrutto un deposito di prodotti alimentari in via Costarica, nella zona della stazione ferroviaria, di proprietà di un commerciante all'ingrosso, Massimo Monte, 39 anni. I danni, secondo una prima stima, ammontano a 20 mila euro.Il commerciante ha dichiarato alla polizia di "non aver subito minacce, intimidazioni o richieste di carattere estorsivo".
Intimidazione anche contro la saracinesca di un bar di Porto Empedocle (Ag), in via Massimo D'Azeglio. Il locale è di proprietà di Antonio Zambito, 60 anni, e del figlio Alfonso, di 37. Sui due la polizia in passato aveva compiuto indagini per estorsione e associazione a delinquere. Sulla vicenda indaga il commissariato di Porto Empedocle. I particolari nell'edizione odierna del Giornale di Sicilia.

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