Brunetta: "I magistrati aggirano la Costituzione"

Il ministro: "Non possono iscriversi ai partiti ma si mettono in aspettativa e si fanno eleggere"

Le riforme, la modifica della Costituzione, la magistratura e il Fisco. Il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta parla a tutto campo. Per il ministro, in Italia "c'é ancora molta ipocrisia sovietica, l'Italia non ha fatto il salto evolutivo verso una democrazia completa e quando vede a rischio capisaldi compromissori reagisce nella maniera che abbiamo visto". E in particolare all'articolo 1, "non ho detto che va cancellato ma se la Costituzione va modificata bisogna farlo in tutte le sue parti. Finora si è tentato di modificare solo la seconda parte e si è quasi sempre fallito forse perché, è una mia opinione, si è cercato di cambiare solo una parte".

Con la Costituzione, ha aggiunto, "si impedisce ai magistrati di iscriversi ai partiti ma poi il Parlamento è pieno di magistrati che si mettono in aspettativa e che a fine mandato tornano a fare i magistrati, quindi aggirando la Costituzione".
Il ministro ha parlato anche della distribuzione fiscale "fortemente iniqua ma incastrata dai debiti fatti in passato e dal deficit che incombe. In Italia chi paga le tasse ne paga troppe e per loro la pressione fiscale è insopportabile. C'é però chi non le paga del tutto o che riesce ad evadere o eludere”.

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