Giovedì, 12 Dicembre 2019
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Mihajlovic: Esonero? Decide il club, io non mi dimetterò mai - Video

MILANO. «Riceverò sicuramente la telefonata di Berlusconi, gli darò le spiegazioni che mi chiederà. Esonero
possibile? È una decisione che spetta alla società. Io non mi dimetto, non lo farò mai. Devo pensare a cosa sia meglio per uscire da questo momento. Le responsabilità me le prendo io, come ho fatto sempre». Sinisa Mihajlovic non si tira indietro e, in conferenza stampa dopo la mezzanotte, si prende le sue responsabilità dopo la pesante ko con il Napoli, ma chiarisce che la parola 'dimissionì nel suo vocabolario non esiste.

Il tecnico rossonero è lucido nel commentare la partita che segna una profonda crisi da cui sarà difficile uscire. E
tuttavia gli obiettivi non cambiano, la Champions resta il traguardo da conquistare: «Quando sei nel Milan devi sempre puntare in alto. Il nostro è sempre lo stesso e proveremo a raggiungerlo». C'è un'ammissione di inferiorità, di un lavoro che non sta portando i risultati sperati. «È brutto dirlo, ma è la realtà: abbiamo perso contro una squadra più forte. Dopo il 2-0 non abbiamo avuto la forza di reagire. Certi errori in Serie A non puoi permetterteli, soprattutto contro attaccanti di questo livello».

L'analisi del tecnico rossonero è sincera, non cerca giustificazioni per il tracollo della sua squadra.

«È stata una brutta sconfitta, ma meritata. Complimenti al Napoli e a Sarri. Siamo una cosa a metà, non difendiamo e non attacchiamo bene. È una via di mezzo. In settimana abbiamo provato tutto, ma le partite possono andare in modo diverso».  Solo quattro giorni fa Mihajlovic ha incassato la fiducia del presidente Berlusconi, ma il patron non può che essere insoddisfatto per la prestazione di questa sera. Anche l'ad Adriano Galliani, dopo aver lasciato la tribuna e visto il secondo tempo della sfida con il Napoli negli spogliatoi
rossoneri, perchè contestato dai tifosi che ironicamente gli hanno cantato «Grazie Galliani», ha parlato con la squadra a fine partita. È il secondo confronto nel giro di pochi giorni, visto che già martedì a Milanello aveva strigliato la squadra chiedendo una reazione dopo il ko con il Genoa. «Sono in debito con Galliani e Berlusconi - spiega Mihajlovic - e lo sarò per tutta la vita. Sono riconoscente e mi dispiace. Dispiace soprattutto ai giocatori».

Per i rossoneri è la quarta sconfitta in sette partite, la peggior difesa del campionato dopo il Carpi. Contestazione in campo e fuori. Numerose le proteste sui social indirizzate a Mihajlovic che non sta convincendo dopo un
mercato da 90 milioni di euro. Di tutt'altro tenore la serata di Maurizio Sarri.

L'allenatore del Napoli ha vinto la sfida personale con l'amico-avversario Mihajlovic. La sua squadra convince e fa divertire, ma non vuole parlare di scudetto: «È una bestemmia. Siamo passati dalla retrocessione al triplete in venti giorni. Questa vittoria ci dà soddisfazione anche per i tifosi. Non sappiamo chi siamo, siamo sesti in classifica, numeri eccezionali. All'inizio vedevo la squadra triste, adesso vedo una squadra entusiasta che si diverte. Spero che sia così per tanto tempo».

Si gode invece la festa senza nascondere le sue ambizioni, Lorenzo Insigne mattatore della serata: «Lo scudetto? Ce la giocheremo il campionato è ancora lungo e daremo il massimo per arrivare il più in alto possibile».

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