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Tumore al seno, in Sicilia il nuovo percorso terapeutico: ecco cosa prevede

Potenziamento della diagnosi precoce gratuita, monitoraggio periodico, strutture di eccellenza in tutta l'isola e una nuova rete che lavorerà in sinergia sul territorio regionale. Dopo anni di attese la Sicilia presenta il PDTA (percorso diagnostico terapeutico assistenziale) per la diagnosi e la cura del tumore al seno e istituisce un modello condiviso per il trattamento di questo tipo di neoplasia, dalla prevenzione, alle terapie, alle cure palliative, che saranno così omogenee su tutto il territorio nazionale.

Le pazienti potranno curarsi presso la propria città - come avviene nel resto d’Italia - con la consapevolezza di essere seguite da professionalità eccellenti e con gli stessi percorsi diagnostico-terapeutici delle altre regioni. Il PDTA Sicilia è il frutto del lavoro della commissione istituita nel giugno 2018 dall’assessore alla Salute Ruggero Razza, intervistato nel video, e guidata da Francesca Catalano, direttrice dell’Unità di senologia del Cannizzaro di Catania.

Da questi dipenderanno i centri spoke, più numerosi, che costituiranno una rete sul territorio e i centri privati convenzionati ad alto volume di attività. Sarà potenziata e integrata nel sistema delle Breast Unit la parte relativa alla prevenzione che vede già attivo l’intervento pubblico organizzato che consiste nel 'chiamare' le donne in un’età compresa tra i 50 e i 69 anni a eseguire gratuitamente lo screening mammografico, uno strumento fondamentale che ha l’obiettivo di identificare eventuali neoplasie nella fase più precoce possibile e aiutare a ridurre la mortalità.

Il programma, gestito dalle Asp su base provinciale, garantisce a ciascuna donna un percorso di sorveglianza periodica con cadenza biennale.

"Ringrazio la commissione per l’importante lavoro svolto - ha detto l’assessore Razza -. La definizione del Pdta e il potenziamento delle Breast Unit segnano un traguardo nelle cure che miglioreranno la salute di tante pazienti nei territori, ma anche nella riduzione dei costi di tanti ricoveri, recuperando l'impatto che la mobilita passiva ha sulla sanità regionale".

La commissione ha studiato i percorsi delle altre realtà italiane e ha lavorato alla stesura del documento affiancata anche dalle associazioni delle pazienti. La Sicilia si adegua così ai parametri nazionali, superando il gap che vedeva ancora l’Isola unica tra le regioni a non aver attivato un percorso uniforme, equo, accessibile ed efficace. L'assessorato regionale alla Salute ha inoltre individuato una serie di strutture di riferimento che ospiteranno le unità altamente specializzate e dedicate esclusivamente alla diagnosi e alla cura del tumore al seno (Breast Unit), anche queste accreditate dalla commissione. Saranno i Centri HUB di eccellenza della rete senologica, alcune nell’ambito della chirurgia generale dei presidi ospedalieri: Civico di Palermo, Villa Sofia-Cervello di Palermo; Policlinico di Palermo; il Policlinico di Catania, il Cannizzaro di Catania e i presidi ospedalieri di Taormina, Gela e Ragusa.

Ogni anno in Sicilia vengono diagnosticati in media circa 3500 nuovi casi di tumore della mammella, che si conferma il tumore più frequente nelle donne con una incidenza di 117 nuovi casi ogni 100.000. Inoltre si stimano 35.158 donne con pregressa diagnosi di tumore mammario pari a circa il 35% di tutti i casi di tumore femminili. Il numero è in continua crescita. Il tumore della mammella determina ogni anno in Sicilia una media triennale di 3.797 ricoveri ospedalieri in regime ordinario (1 ogni mille donne residenti) e oltre il 18% in Day Hospital. Il 9,7% dei ricoveri è effettuato in mobilità passiva (fuori regione) e il 24,8% in province diverse da quella di residenza.

Nel video l'intervista all'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

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