Sabato, 27 Novembre 2021
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Università, il ministro Messa a Palermo: "Trattenere i giovani, in arrivo 600 milioni per la ricerca"

Riuscire a trattenere il più possibile i giovani nelle università siciliane, ma soprattutto consentirne un inserimento nel mondo del lavoro, sostenendo le realtà lavorative e industriali dell'Isola. Serviranno anche a questo i fondi del pnrr destinati all'istruzione e alla ricerca. A dirlo è il ministro dell'Università e della ricerca, Maria Cristina Messa, nel corso della conferenza regionale “Istruzione, università e formazione professionale in Sicilia”: “La Sicilia è un ponte fortissimo nel Mediterraneo, i ragazzi che laureiamo devono avere uno sbocco professionale e la possibilità di spendere quello che hanno imparato anche nella loro terra”.

Entro la fine del prossimo anno verranno stanziati 600 milioni di euro per attrarre i ricercatori nelle università italiane. “Puntiamo molto su questo – spiega il ministro - di invogliarli con una comprensione dei ruoli, della carriera. Che siano ricercatori stranieri o italiani poco importa, l'obiettivo è portarli nel nostro territorio, nelle nostre università”. Intanto, fuori da Palazzo dei Normanni, i ricercatori precari del cnr protestano per le mancate assunzioni. Ma Messa chiarisce: “Il ministero cerca di stanziare dei finanziamenti, ma è l'ente che ha l'autonomia sulle proprie decisioni”. La patata bollente delle responsabilità passa quindi al Consiglio Nazionale delle Ricerche.

“Il pnrr determina un momento importante di virata ma anche di verifica – spiega l'assessore all'istruzione e alla formazione professionale, Roberto Lagalla, e delinea i pilastri fondamentali dell'istruzione in Sicilia – il contrasto alla povertà educativa, il superamento dei ritardi dell'educazione giovanile, la sicurezza delle scuole, una formazione professionale orientata alle esigenze effettive delle imprese”.

Dall'istruzione primaria fino all'università, con un occhio di riguardo allo stato di salute dell'imprenditoria e del mondo del lavoro nell'Isola. Un confronto di due giorni a Palazzo dei Normanni sul futuro dell'istruzione in Sicilia dopo la drammatica esperienza del Covid, tra promozione del diritto allo studio, superamento dei divari territoriali e internazionalizzazione degli atenei.

“Bisogna creare un nesso molto più forte tra università e impresa – afferma il rettore dell'università degli studi di Palermo, Massimo Midiri – i ragazzi spesso si laureano poi cominciano ad avere un momento di confusione perché non sanno bene dove concentrare le proprie professionalità. E' importante lavorare creando un nucleo di forte coerenza tra il mondo universitario e quello dell'impresa permettendo di fare degli stage formativi dentro le aziende”.

L'obiettivo dell'università palermitana è puntare su un ventaglio di aziende per consentire ai ragazzi di fare esperienza e instaurare relazioni, conoscenze nell'ottica di un inserimento futuro nel mondo del lavoro. “Purtroppo il sud ha un substrato industriale più basso rispetto al nord, la quantità di industrie – spiega Midiri - attorno alle università del nord è certamente superiore. Non dobbiamo però per forza immaginare il posto di lavoro accanto casa e le professionalità acquisite in un ateneo del meridione non sono diverse o inferiori rispetto a quelle acquisite in altre università, sono altrettanto spendibili come quelle di un ragazzo del nord”.

Nel corso del pomeriggio sono stati consegnati, agli studenti che hanno presentato le migliori tesi di laurea magistrale o dottorato su legalità e contrasto alla criminalità organizzata, i premi “Saperi per la legalità Giovanni Falcone”, fortemente voluti dalla Fondazione Falcone. In aula, insieme a Maria Falcone, anche Leonardo Guarnotta, membro del pool antimafia coordinato dal giudice Antonino Caponnetto.

Ed è stata presentata la collana "I Quaderni della Fondazione Falcone", un'iniziativa editoriale della Fondazione Falcone, del ministero dell'Università e della Ricerca e della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui). La collana, edita da Aracne, raccoglie i lavori di ricerca degli otto vincitori del premio "Saperi per la Legalità".

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