Martedì, 29 Novembre 2022
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Renzi: Sicilia ha problema di autostima
La sfida: accettate la competizione

PALERMO. «La Sicilia e l'Italia tutta hanno un problema di autostima», ha detto il  presidente del consiglio Matteo Renzi, intervenuto stamattina al Teatro Massimo di Palermo per inaugurare il nuovo anno accademico 2016/2017.

«Si continua a elencare quello che non funziona - ha detto Renzi - e invece io voglio dire, citando un intellettuale di questa terra come Elio Vittorini, che serve una cultura che ci protegga dalle sofferenze e ci aiuti a superarle».

«Questa terra deve ragionare sul proprio futuro uscendo dalle tentazioni sia alla rassegnazione, sia al facile ottimismo. La politica è stata certamente uno dei problemi di questo paese ma anche la classe dirigente ha avuto un suo ruolo. Da Palermo vi lancio una sfida: vincete le resistenze interne, accettate la competizione. Noi ci siamo. Siate responsabili, usate le risorse in modo trasparente», ha aggiunto rivolgendosi ai docenti presenti e invitandoli a vigilare «perchè non si ripetano connivenze con sistemi sbagliati» «Da qui - ha concluso - vi lancio una sfida».

Renzi ha annunciato una nuova visita in Sicilia  e stavolta il tema saranno le infrastrutture: «Il 16 novembre sarò in Sicilia col ministro Delrio per fare un giro delle infrastrutture». E parla dei tagli nel settore: «Se si decide di tagliare sulle infrastrutture così come è stato fatto, solo in nome dell'austerity, si fanno danni enormi. Si passati dai 40 miliardi di investimenti pubblici del 2007-2008 ai 20 milardi del 2012-2013. E'ovvio che si è creato un danno strutturale».

Il premier parla poi di università e dei tagli degli ultimi anni, definendoli «devastanti». «Il taglio negli ultimi anni alle università è stato devastante - ha dichiarato Renzi -. Le convivenze tra sistema politico e dirigenza, i casi di mala gestio hanno generato un clima negativo. Questo ha giustificato agli occhi dell'opinione pubblica il taglio dannoso fatto nei confronti delle istituzioni universitarie. La cultura dei tagli ha fatto danni ovunque. Ha provocato una ferita incolmabile».

Mentre Renzi interveniva sul palco, fuori dal teatro Massimo insegnanti, ricercatori, studenti e operai hanno protestato in diversi cortei tra via Ruggero Settimo e via Maqueda. Ci sono stati anche momenti di tensione quando alcuni studenti dei collettivi e ragazzi dei centri sociali hanno tentato di forzare il cordone di polizia per avvicinarsi al teatro.

Un gruppo di operai della Sis, che a Palermo si occupa dei lavori del passante ferroviario, ha protestato in via Ruggero Settimo.  «Questa mattina - dice Cosimo Riccobono della Fillea Cgil - abbiamo incontrato il vicesindaco di Palermo, per martedì abbiamo chiesto un incontro in Prefettura. Volevamo avvicinarci ma non ci è stato consentito, alcuni lavoratori stanno andando via».

Dal palco del Teatro Massimo, Renzi ha parlato di Palermo come crocevia di civiltà  che si contrappone allo scontro culturale.  «Il valore straordinario della città è l'incrocio di strade, tradizioni e culture. L'incrocio di civiltà. Palermo è la città della complessità. Ho scelto di fare il G7 in Sicilia, perchè un eminente personalità politica ha detto che in Sicilia c'è solo la mafia. Vogliamo dimostrare invece che la Sicilia è ben altro».

Concluso il suo intervento, durato una quarantina di minuti, Matteo Renzi ha lasciato il Teatro Massimo per ripartire alla volta di Trapani, prima, e di Taormina, poi, dove presenterà il logo del G7. Ultima tappa Messina, dove nel pomeriggio verrà firmato il Patto per il Sud della città di Messina.

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