Mercoledì, 26 Giugno 2019

Banca d'Italia: in Sicilia ci sono segnali di ripresa

PALERMO. Dopo 8 anni consecutivi di crisi, con 12 punti percentuali di Pil andati in fumo, consumi ridotti di oltre il 14% e fuoriuscita dal mercato del lavoro di 160 mila addetti, arrivano timidi segnali di ripresa in Sicilia: nel 2015 si arresta la recessione, torna a crescere l'occupazione (+2,3%), più del resto d'Italia, calano dell'0,8% i disoccupati, e ripartono i consumi delle famiglie (+7,9%). Lo rivela Bankitalia nell'ultimo rapporto su "L'economia della Sicilia", presentato a Palermo.

Nell'anno appena trascorso, secondo un'indagine di Prometeia, torna a crescere il Pil siciliano dello 0,2%. E dalla consueta indagine della Banca di Italia, su un campione di imprese, seppur la ripresa resti debole e stenti a decollare la spesa per gli investimenti, le aziende registrano aumenti di fatturato, e oltre la metà utili d'esercizi, ma tra gli imprenditori permane un clima di prudenza.

L'analisi registra un calo delle imprese attive (-0,8%) e diminuisce il numero di fallimenti. In Sicilia, in controtendenza rispetto al resto del Mezzogiorno (+4%) e alla media nazionale (+3,8%), nel 2015 diminuiscono di oltre il 12% le esportazioni, così come le importazioni (-26,1%).

Ma il dato dell'export risulta influenzato dal ribasso delle quotazioni del greggio nel mercato estero (circa il 60% delle export siciliano) e al netto dei prodotti petroliferi, le vendite all'estero di prodotti siciliani sono cresciute dell'11,8%, in particolare quelle di prodotti chimici (26,7%), computer e apparecchi elettronici (6,7%) e dell'agroalimentare(6,6%). Nel 2015, infine, in linea con la media nazionale sono cresciuti i consumi delle famiglie (+7,9%). In aumento anche la domanda di credito di quest'ultime per l'acquisto di nuove abitazioni (+42,6%) e delle imprese.

Dal documento presentato questa mattina viene fuori anche che dopo anni di calo nel 2015 in Sicilia aumentano del 2,3% gli occupati: sono 31 mila in più rispetto al 2014. Si tratta di un trend positivo, rispetto alla media del Mezzogiorno (+1,6%) e quello nazionale (+0,8%) e che continua a registrare un andamento crescente anche nei primi tre mesi dell'anno in corso. Da gennaio a marzo 2016 in Sicilia, gli occupati sono cresciuti del 2,5%.

La crescita degli occupati nell'Isola, però, sarebbe legata a contratti a termine; ad influire anche il numero di adesioni a programmi come 'Garanzia Giovani', che in Sicilia secondo i dati della Regione, ha consentito l'attivazione di 47 mila tirocini (in particolare nei settori del commercio, dei servizi di alloggio e ristorazione). Andando ai settori di attività, l'aumento più marcato di occupati si registra in agricoltura (+12,6%), nel commercio, alberghi e ristoranti (6,5%) e nelle costruzioni (+4,2% pari a 4 mila unità in più).

Nell'edilizia dal 2008 al 2014 i posti di lavoro andati in fumo sono stati 64 mila. In controtendenza il dato degli occupati nella Pubblica amministrazione e nella difesa (-2,4%), nei servizi (-5,3) e nell'industria in senso stretto (-0,4%). La crescita degli occupati ha riguardato sia la compagine femminile che maschile, e i giovani tra i 15 e 34 anni (7,1%), che hanno beneficiato di strumenti come Garanzia Giovani. Gli autonomi sono aumentati del 4,4% e i lavoratori dipendenti (+1,7%). In aumento anche il numero di contratti part time, passati dal 13,2 del 2008 al 20,2%.

 

Nell'intervista il dirigente della sede di Palermo, Antonio Cinque

immagini di Marco Gullà

© Riproduzione riservata

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