Giovedì, 26 Maggio 2022
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Viaggio nell'Emilia cinematografica

di Ida BiniViaggio nell'Emilia cinematografica (ANSA) - BRESCELLO, 22 GEN - Un modo originale per scoprire l'Emilia è fare un percorso tra i set cinematografici di famosi registi italiani, quelli che hanno scelto questo fortunato territorio per girare i propri film. Così a fare da sfondo a grandi e popolari pellicole italiane sono i paesaggi, le città, le chiese e i palazzi emiliani ma anche l'atmosfera dei piccoli borghi di provincia.
    Il viaggio nella cinematografia emiliana comincia dal territorio di Reggio Emilia, per la precisione a Brescello, le cui strade e piazze sono state in gran parte lo scenario della celebre saga di film, girati tra il 1952 e il 1972, tratti dal libro "Don Camillo e Peppone" di Giovannino Guareschi. Camminando per il borgo è facile ritrovare il piccolo mondo da lui descritto, immaginare il parroco e il sindaco muoversi tra il municipio e la chiesa di santa Maria Nascente, che conserva ancora nella cappella laterale sinistra il crocifisso "parlante" dei film, quello scolpito come oggetto di scena da Bruno Avesani ed Emilio Bianchini. Altri oggetti cinematografici, come la moto di Peppone o l'abito e la bicicletta di Don Camillo, sono conservati con altri cimeli, manifesti e fotografie scattate durante le riprese nel museo Peppone e Don Camillo di Brescello.
    La locomotiva che tante volte ci ha fatto entrare e uscire dal paese si trova nel parco intitolato a Guareschi, mentre una copia del carro armato che compare in "Don Camillo e l'onorevole Peppone" si trova in piazza Mingori, vicino al "Museo Brescello e Guareschi - il territorio e il cinema", che custodisce la ricostruzione di un set. Nel borgo sono tante le curiosità cinematografiche, come la cappella della Madonnina del Borghetto e la campana fatta costruire da Peppone nell'episodio "Don Camillo Monsignore... ma non troppo", oggi appesa sotto il porticato di via Giglioli. Non possono mancare una sosta in via Carducci, dove viveva il sindaco, e alla stazione ferroviaria, alla fine di viale Venturini.
    Spostandosi verso sud si arriva a Campegine, dove è stato ambientato il film del 1950 "Il cammino della speranza" di Pietro Germi che racconta il viaggio disperato di un gruppo di minatori siciliani. Viaggiando per 27 chilometri si arriva a Correggio, luogo d'origine del cantante Ligabue, che qui nel 1998 ha ambientato il suo primo film, "Radiofreccia", con scene girate in località vicine come Guastalla e Gualtieri.
    Quest'ultimo è il borgo di un altro Ligabue, il pittore, portato sul grande schermo da Elio Germano nel film del 2020 "Volevo nascondermi", diretto da Giorgio Diritti e girato tra sterminati boschi di pioppi e il fiume Po. Infine non poteva mancare un omaggio al parmigiano reggiano, il cui Consorzio è stato fonte di ispirazione per il film di Paolo Genovese "Gli Amigos" dove i protagonisti, l'attore Stefano Fresi e lo chef Massimo Bottura, sono alle prese con una scuola di cucina in un viaggio alla scoperta delle origini e dei segreti del rinomato formaggio.
    Anche Parma è stata scelta come set da molti registi, primo su tutti Bernardo Bertolucci, parmense di nascita: il film "Prima della Rivoluzione" datato 1964, racconta le vicende di un giovane che decide di abbandonare la vita borghese; è ambientato al Duomo, nella chiesa di san Giovanni Evangelista, in zona Villetta e negli interni di Palazzo Dalla Rosa Prati, oggi residenza di lusso con camere e appartamenti. Il film immortala anche il parco Ducale e il complesso della Pilotta, location che, con il Duomo, il regista ha riutilizzato nel 1979 per le riprese del film "La Luna". A Parma è stato girato nel 1981 anche il film "La tragedia di un uomo ridicolo", interpretato da Ugo Tognazzi che percorre in bicicletta piazza Garibaldi e le strade della città. Anche i borghi storici che circondano Parma, da Salsomaggiore Terme a Busseto, si sono trasformati in set cinematografici: alcune scene di "Novecento", film di Bertolucci del 1976, sono state girate a Roncole Verdi, a poca distanza dalla Busseto di Giuseppe Verdi; così come nell'elegante salone moresco del Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme si possono rivivere scene di "L'Ultimo Imperatore", film del 1987.
    La città termale ritorna spesso come location: nel film "Il Carabiniere a Cavallo" di Carlo Lizzani, diretto nel 1961; in "Arabella" di Mauro Bolognini, del 1967, e nel film di Gianni Amelio "Il Signore delle Formiche". Quest'ultimo, interpretato nel 2021 da Elio Germano e Luigi Lo Cascio, è ambientato anche a Busseto, Roccabianca, Fidenza e Piacenza.
    Anche i castelli sono stati spesso usati dai registi, come il romantico Torrechiara che ha fatto da cornice a pellicole come "Addio fratello crudele", diretto nel 1971 da Giuseppe Patroni Griffi; "Condottieri", film del 1937 di Luis Trenker; "Donne e Soldati" del 1954 di Antonio Marchi e Luigi Malerba e, nel 1985, "Ladyhawke" di Richard Donner con la fotografia di Vittorio Storaro. Quest'ultimo film è stato girato anche nello splendido borgo di Castell'Arquato, nel piacentino.
    Per conoscere la Piacenza cinematografica si parte dal centro storico, set nel 1994 del film "Belle al Bar" di Alessandro Benvenuti. Qui si riconoscono luoghi emblematici come il Duomo e la stazione e i paesaggi che si aprono lungo il Po. Marco Bellocchio, regista nato a Bobbio, nella provincia piacentina, ha ambientato alcune scene del suo film del 2002 "Addio del passato" nel sontuoso salone delle feste di Palazzo Anguissola della Rocca Cimafava. Il borgo di Bobbio, tra i più belli d'Italia e famoso per il ponte del Diavolo, è un luogo amato dal cinema: ogni anno è la sede del Bobbio Film Festival, diretto proprio da Marco Bellocchio, e della scuola cinematografica "Fare Cinema". Nel 1965 il celebre regista vi girò il film d'esordio: "I Pugni in Tasca", ambientato nel paese, nella suggestiva Val Trebbia e lungo il corso del fiume tra paesaggi bellissimi. Ancora Bellocchio, tra il 1979 e il 1980, ha reso omaggio alla sua terra nel docufilm "Vacanze in Val Trebbia"; mentre nel 2010 in "Sorelle mai" omaggia lo stesso fiume che ospita le vicende dei protagonisti. Il tour termina a Cortemaggiore, dove Francesco Rosi ha girato nel 1972 alcune scene de "Il Caso Mattei" mentre la diga di Mignano in Val D'Arda è stata nel 1979 la location per il finale de "I lupi attaccano in branco" con la star Rock Hudson.
    Per maggiori informazioni: visitemilia.com (ANSA).
   

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