Sabato, 27 Novembre 2021
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Autunno in Sardegna

di Ida Bini (ANSA) - SASSARI, 25 NOV - Baie da sogno, borghi e siti archeologici, strade e mulattiere che si inoltrano in paesaggi incontaminati, tradizioni artigiane millenarie e prodotti enogastronomici d'eccellenza da conoscere. La Sardegna è una continua scoperta anche d'autunno, quando i colori dei boschi e dei parchi contrastano con il blu del mare e il bianco delle spiagge e invitano al viaggio sulla costa tra lidi e villaggi semideserti e nell'entroterra tra siti archeologici e antiche mulattiere.
    Chi ama gli sport acquatici ha la possibilità di praticarli tra spiagge e baie paradisiache: si fa vela nel nord-est, in particolare sulla Costa Smeralda e nell'arcipelago della Maddalena, zone in cui è presente la maggior parte dei porti turistici; oppure lungo la costa orientale, dove si può? organizzare un giro in barca partendo da Porto Corallo e proseguendo verso il golfo di Orosei fino a quello di Aranci.
    Gli appassionati di kayak hanno molti percorsi a disposizione, come quello che da San Pantaleo in circa 40 minuti raggiunge le sorgenti di Su Gologone, tra i bianchi calcari del Supramonte da un lato e i neri basalti colonnari dell'area di Su Ollei dall'altro. Da scoprire ci sono anche numerose aree marine protette; tra le più suggestive spiccano Capo Carbonara all'estremità? sud-orientale dell'isola, Capo Caccia ad Alghero, l'isola dell'Asinara a nord-est e Punta Coda Cavallo, una lingua di terra vicino a Olbia. Qui si possono incontrare uccelli e tartarughe di mare, ma anche tanti animali marini da osservare meglio con le immersioni subacquee. Spostandosi verso l'entroterra ci si incammina lungo mulattiere che si snodano tra alte pareti rocciose, pendii boscosi e cime da dove ammirare l'intera isola; in particolare dall'alto complesso montuoso di Supramonte, nella parte centro-orientale, meta spettacolare per chi ama l'escursionismo e andare in bicicletta. Le zone dell'entroterra sono poco conosciute e frequentate ma di una bellezza unica, come lo stagno di Cabras, vicino a Oristano, paradiso per i fenicotteri; o l'area naturale protetta della Giara di Gesturi, un altopiano basaltico a nord della Marmilla, dove vivono allo stato brado circa 500 cavallini di una razza endemica. Meritano di essere scoperte anche le spettacolari grotte marine: quella di Nettuno, ad Alghero, è una delle più famose, raggiungibile via mare o via terra, partendo dal promontorio Capo Caccia e scendendo i 654 gradini della Escala del Cabirol. Risale a 500 mila anni fa ed è stata scoperta per caso nel 1952 la grotta di santa Barbara, che si trova nei dintorni di Iglesias e può essere visitata anche a bordo di un trenino elettrico. In questa zona è possibile percorrere il cammino di santa Barbara, itinerario simbolo di sostenibilità che si snoda per circa 400 chilometri attraverso luoghi di culto, siti minerari dismessi, antiche strade, mulattiere e ferrovie usate in passato per il trasporto dei metalli. Tra le destinazioni più famose ci sono i nuraghe, migliaia di siti archeologici tra torri singole e sistemi complessi della civiltà? che si e? sviluppata in Sardegna tra il 1600 e il VII sec. a.C. Numerosi sono i borghi da visitare: nell'entroterra e lungo la costa ci si perde nella storia di villaggi marinari e di centri ricchi di fascino, piccole realtà uniche e suggestive, incastonate in paesaggi incontaminati dove il tempo sembra essersi fermato. Ecco tre suggerimenti: in Barbagia tra i murales di Orgosolo, le pitture sulle facciate delle case divenute dalla seconda metà del Novecento un originale strumento di comunicazione e protesta. A Laconi, in provincia di Oristano, per visitare il parco urbano più grande della Sardegna e il palazzo cittadino della famiglia nobile Aymerich, che ospita il museo della statuaria preistorica sarda con la più ampia e preziosa collezione di menhir della Sardegna e reperti rinvenuti nelle necropoli prenuragiche megalitiche della zona. Infine si può andare alla scoperta delle Aquae Neapolitanae, le più antiche terme della Sardegna a Sardara, nel Medio Campidano, a 50 chilometri da Cagliari: poco fuori dal borgo c'è uno stabilimento immerso nel verde le cui acque, benefiche e curative, sgorgano a una temperatura che oscilla tra i 50 e i 68 gradi.
    In queste settimane autunnali è tempo anche di gustare e scoprire i sapori della tradizione enogastronomica sarda: dai formaggi - il pecorino su tutti - ai piatti di selvaggina e ai vini. Malvasia e? un vitigno tipico della zona di Bosa, sulla costa occidentale, ma i più famosi sono i vitigni autoctoni di Cannonau, Carignano e Bovale che regalano vini intensi di colore rosso rubino e un ricco bouquet di aromi, perfetti per i piatti della cucina locale. Tra i vini bianchi spiccano il Vermentino di Gallura e il Nuragus, risalente ai tempi dei Fenici. Per gustare e acquistare le materie prime da portare a casa si consigliano il mercato del pesce coperto di san Benedetto a Cagliari, il più grande d'Italia, e l'agriturismo Parco Donnortei, in provincia di Nuoro, struttura creata alla fine degli anni Novanta in collaborazione con l'oasi del WWF di Monte Arcosu. E' una base per scoprire la natura e la buona cucina barbaricina e un'oasi faunistica dove si vive a contatto con gli animali allo stato brado, dai cerbiatti ai mufloni, dai daini ai cavalli.
    Infine ecco qualche indirizzo per gustare l'autentica cucina sarda: nel ristorante "Josto" Pierluigi Fais esalta i prodotti del territorio, come il muggine trattato in tutte le sue parti, ma anche i profumi e le essenze naturali in piatti raffinati di pasta tradizionale. A Tortolì, nella zona di Nuoro, merita di essere provato il locale "Lucitta" della chef Clelia Bandini; a Santulussurgiu, nell'oristanese, "Antica dimora del Gruccione" propone pasta artigianale e ingredienti a km zero; ottima è la carta dei vini, premiata come una delle migliori d'Italia.
    Per maggiori informazioni: sardegnaturismo.it (ANSA).
   

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