Martedì, 30 Novembre 2021
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Yo lo vi, la guerra e l'incontro tra Goya, Rubens e Fratianni

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Yo lo vi, la guerra e l'incontro tra Goya, Rubens e Fratianni
© ANSA

CAMPOBASSO - Una riflessione profonda sulla sofferenza, sull'incertezza della condizione umana e sugli orrori che sempre, in ogni epoca, ogni guerra porta con sé, ma anche l'incontro dialettico tra tre diverse sensibilità d'artista: è allestita fino al 14 novembre a Palazzo Gil di Campobasso "Yo lo vi. Visioni di guerra", mostra che crea un dialogo fra Pieter Paul Rubens, Francisco Goya e Domenico Fratianni.

Ideato dall'Associazione Domenico Fratianni e curato da Floriano De Santi, il progetto presenta 40 incisioni originali di Goya, dal titolo "Desastres de la Guerra", realizzate fra il 1810 e il 1820, in cui si narrano le efferatezze della guerra di indipendenza spagnola, e una selezione di incisioni e tele ad olio di Fratianni, dal ciclo "Conversando con Goya", poste accanto a "Le conseguenze della Guerra / Venere cerca di trattenere Marte", opera recentemente attribuita a Rubens e mai esposta al pubblico. Nella prima parte del percorso il confronto tra l'artista spagnolo e quello italiano (che prossimamente sarà protagonista di due diverse mostre, una collettiva e una personale, all'Hermitage di San Pietroburgo) si snoda attraverso quattro settori tematici, individuabili grazie a segnali di colore diverso: l'orrore, la critica sociale, la carestia e il destino. Poi, dopo alcuni disegni preparatori delle incisioni e la proiezione ininterrotta del video "Yo lo vi" che svela i segreti dell'acquaforte, ci si avvicina alla scoperta del pittore fiammingo: un contributo video in cui il curatore della mostra racconta il lungo processo dell'attribuzione di un'opera d'arte, le difficoltà tecniche e la meraviglia di quest'ultima scoperta legata a Rubens prepara il visitatore all'incontro con "Le conseguenze della guerra", esposta con una speciale illuminazione. "Il quadro di Rubens è fortemente etico: un messaggio di pace da parte di un autore carnale, che ama la vita e le sue bellezze, ma che in realtà occulta qualcosa di tenebroso", ha spiegato Floriano De Santi.

Nella mostra, in un ambiente separato, anche il focus dedicato all'incisore Leonardo Castellani, con un ampio numero di stampe e lastre realizzate tra il 1930 e il 1979. 

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