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Turismo delle radici a TTG, da Madonna a Turturro

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De Blasio a Sant'Agata de' Goti
© ANSA

RIMINI - Come dice l'indimenticabile nonna creata da Susanna Tamaro bisogna andare "dove ti porta il cuore" e il cuore, dopo giri immensi e irregolari, ci porta spesso dove tutto è cominciato. E questo vuol dire a volte andare in un'altra nazione, anche attraversando un oceano. Lo dimostrano le storie dei vip (da Madonna ai Coppola, da Lady Gaga a Sylvester Stallone e Robert De Niro) ma anche di tante persone normali che hanno sentito il bisogno di tornare nei luoghi di origine di genitori e nonni. Un fenomeno in grado di generare un vero turismo delle radici (o turismo di ritorno) di cui ha parlato anche pochissimi giorni fa il ministro degli esteri Luigi Di Maio annunciando un finanziamento "nel Pnrr, che mira alla promozione dei circuiti turistici meno noti, rivolgendosi a un bacino di circa 60-80 milioni di italiani o italo-discendenti all'estero". Un fenomeno che oltre a dare identità, risposte, ricordi ed emozioni a chi ritorna può contribuire a rivitalizzare i piccoli borghi smuovendo l'economia locale, favorendo l'occupazione e recuperando le abitazioni storiche. Al TTG Travel Experience - dal 13 al 15 ottobre alla fiera di Rimini assieme alle fiere gemelle Sia Hospitality Design e Sun Beach & Outdoor Style - ne parlerà l'esperta di turismo delle radici Letizia Sinisi, autrice del libro-manuale "Turismo delle Radici, un'opportunità per ripartire con il Rooting Experience Planning".
    Nel volume racconta anche il ritorno alle origini di personaggi famosi come i politici Bill de Blasio e Leon Panetta (in Calabria, a Gerace) e gli attori John Turturro (in Puglia, a Giovinazzo) e Michael Cavalieri (in Sicilia, a Limina). "Entro la fine di ottobre il manuale sarà disponibile online - spiega all'ANSA l'autrice - e si rivolge a operatori pubblici e privati ma anche a chi vuole semplicemente capirne qualcosa di più. La particolarità di questo tipo di turismo è che non corre sui binari tradizionali (preparo un pacchetto e te lo vendo). Non dobbiamo considerare chi lo fa come un semplice "turista" ma, con un termine da coniato, un "Rootista" (dalla parola inglese Root che vuol dire radice). Il Rooting rappresenta il viaggio interiore di chi desidera ritrovare un insieme di rassicurazioni date dal "sentirsi a casa", perché l'Italia è rifugio accogliente, per un'armonia interiore che diventa racconto logico e narrazione coerente, grazie alla quale la memoria diventa indelebile e si trasmette di generazione in generazione.
    E' una grande opportunità per il settore turistico incoming dell'Italia, anche perché è un turismo destagionalizzato, sostenibile e disseminato in tutta l'Italia anche in luoghi cosiddetti "minori", un turismo di nicchia diffuso: con i suoi 80 milioni stimati di discendenti nel mondo e 70 milioni di italofili, persone che si sentono vicine e amano l'Italia anche senza avere predecessori italiani ma solo per la nostra storia, l'arte e l'Italian Lifestyle, abbiamo già una platea di 250 milioni di potenziali clienti pronti a un contatto "dal vivo" con l'Italia. Serve però formare le persone che accolgono e fare un'offerta mirata e di qualità".
    L'esperta sottolinea poi come ci siano grandi differenze tra i vari Paesi di provenienza: "Non si può fare un enorme calderone.
    Abbiamo grandi differenze tra l'emigrato dell'America Latina e quello del Nord America. E anche nel Nord America un conto è chi viene da Boston o da new York. Faccio un esempio: quelli di Los Angeles non conoscono per niente l'Italiano perché il salto sociale fatto dai parenti è stato talmente alto che loro hanno cancellato la lingua italiana, cosa che invece i discendenti cercano e vogliono recuperare".
    La Sinisi racconta poi il viaggio di de Blasio: "Dopo aver visitato la meravigliosa Sant'Agata de' Goti nel Beneventano di cui è originario il nonno, ha voluto visitare Grassano in provincia di Matera dove era nata la nonna Anna. Lì abbiamo potuto mostrargli il suo certificato di battesimo della signora che è diventato il cuore di un libro della memoria che gli abbiamo consegnato. Poi abbiamo rintracciato i discendenti dei padrini della nonna, ha visitato la casa. Pe lui è stata davvero una grande emozione. Tra i molti doni che gli sono stati dati c'era anche un sacchettino con semi della mela annurca che è tipica di quella zona e so che lui, tornato negli Usa, li ha piantati". Infine una buona notizia: "In certi Paesi come gli States arrivano da noi avendo già fatto delle ricerche preliminari online. Ma in Italia c'è tantissimo materiale ancora non digitalizzato tra archivi storici, chiese, anagrafe etc e quindi possiamo fare ricerche e aiutare molte più persone a riconnettersi con il proprio passato e a trovare tramite esso il proprio sé" conclude la Sinisi. (ANSA).
   

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