Domenica, 25 Luglio 2021
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Terremoto, "Camerino fuori le mura" prima mostra del cratere

(ANSA) - ANCONA, 18 GIU - La prima mostra del cratere sismico è stata allestita a Camerino e apre nuove prospettive d'arte sul Centro Italia. Sarà inaugurata il prossimo 25 giugno è resterà aperta ai visitatori fino al 19 settembre, a Palazzo Castelli, nella città del Maceratese ferita dal terremoto del 2016. Dal titolo "Camerino fuori le mura: prospettive d'arte dal Quattrocento al Settecento", è promossa e sostenuta dalla Regione Marche e dal Comune di Camerino. Una mostra che vuole valorizzare le opere d'arte recuperate nel territorio camerte e salvate dal sisma, provenienti da chiese e musei inagibili.
    Alcune di esse tornano in esposizione per il pubblico per la prima volta dopo il terremoto, altre dopo il restauro, per altre si tratta di riviverle attraverso le nuove tecnologie.
    La mostra è stata presentata a Palazzo Raffaello ad Ancona alla presenza dell'assessore regionale alla Cultura Giorgia Latini, del sindaco di Camerino Sandro Sborgia, dell'assessore alla Cultura di Camerino Giovanna Sartori, del rettore Unicam Claudio Pettinari e dell'arcivescovo della diocesi di Camerino-San Severino, Francesco Massara. L'esposizione prenderà vita in uno dei palazzi storici della città, grazie alla collaborazione dell'Università di Camerino il cui rettore Pettinari, è anche membro del Comitato scientifico. Si tratta di una mostra-evento di cui il visitatore, come un novello Indiana Jones, personaggio protagonista del video promozionale, è parte importante, potendo passeggiare tra la Pala d'altare del Tiepolo, Apparizione della Madonna con il Bambino a San Filippo Neri, per scoprire ogni minimo dettaglio (grazie all'utilizzo di Haltadefinizione, un nuovo modo di vedere l'arte in gigapixel) dell'opera, realizzata tra il 1739 e il 1740, che è l'unica testimonianza del pittore veneto nell'Italia centrale. In esposizione anche il ritratto del Dosso Dossi di Giulia Da Varano l'ultima duchessa di Camerino, l'Annunciazione, il manifesto più sorprendente del Quattrocento marchigiano, di Giovanni Angelo d'Antonio, per molti precursore, della pittura colta e raffinata di Piero della Francesca, per arrivare al busto bronzeo raffigurante Urbano VIII del Bernini.
    Il costo complessivo del progetto è di 90 mila euro di cui 80mila stanziati dalla Regione Marche. "E' una mostra simbolo - ha sottolineato l'assessore Latini - per diversi motivi: per il grande lavoro di squadra e l'ottima collaborazione istituzionale, per l'amore verso il patrimonio culturale, volto a renderlo condivisibile a più persone possibile e perché si tratta di una vera ripartenza di questo territorio ferito, che ha sempre dimostrato di sapersi rialzare dalle difficoltà, come sanno fare i marchigiani. E' un segnale forte di speranza proseguendo un più ampio percorso di valorizzazione delle opere d'arte di cui le Marche sono ricche. Il nostro obiettivo è quello del rilancio economico attraverso la cultura, volano imprescindibile per la crescita dei territori" . "Camerino non dimentica le sue origini - ha detto invece il sindaco Sborgia - è una città per vocazione d'arte e di cultura e proprio quest'ultima desideriamo che sia il motore della ripartenza, di un rilancio economico e sociale del nostro territorio ferito dal sisma e poi alle prese col covid". (ANSA).
   

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