Sabato, 23 Gennaio 2021
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Rinasce Mac di Gibellina intitolato a Ludovico Corrao

GIBELLINA  - Nell'anniversario del terremoto che distrusse il Belìce, la notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968, Gibellina si riappropria della sua memoria. E' infatti stato completato il riallestimento del MAC, il Museo d'arte Contemporanea che ospita circa 2000 opere degli artisti, scultori, fotografi che accorsero nel Belìce per ricostruire Gibellina nel segno dell'arte, coinvolti dal sindaco Ludovico Corrao, a cui è intitolato il museo che a fine aprile riaprirà le porte dopo sei anni di chiusura.
    Nei primi giorni di marzo del 1980 il collezionista incontrò il sindaco - esteta e ne restò affascinato, tanto da dirottare su Gibellina, che da poco più di dieci anni tentava di rimettersi in piedi, la sua enorme collezione di grafica. Il collezionista era Nino Soldano, il sindaco Ludovico Corrao: nasceva la prima cellula del Museo d'arte contemporanea di Gibellina, sotto il tratto di Enrico Baj, Corrado Cagli, Pietro Consagra, Mimmo Rotella, Mario Schifano, per citarne solo alcuni. Non esisteva una sede, non c'erano spazi, le 83 opere della collezione Soldano furono momentaneamente conservate nei locali della scuola elementare e da lì trasferite, un anno dopo, in un'ala dell'Istituto Comprensivo Papa Giovanni XXIII. A distanza di trent'anni e più, dopo l'ultima chiusura per ristrutturazione durata sei anni, il Museo civico viene riconsegnato alla comunità. A fine aprile ritornerà alla luce dopo un complesso riallestimento che ne ridisegna interamente gli spazi, permettendo l'esposizione di 400 opere, il doppio di quante erano esposte prima della chiusura, ma solo una piccola parte delle oltre duemila che compongono l'intera collezione.
    Si potranno finalmente rivedere opere straordinarie come il "Ciclo della natura", le dieci grandi tele dedicate ai bambini di Gibellina, realizzate sul posto da Mario Schifano nella primavera del 1984; "La notte di Gibellina" di Renato Guttuso, dipinta in memoria della notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1970, nel secondo anniversario del sisma, quando mille fiaccole si accesero per ricordare allo Stato le macerie e le baracche.
    Pittura, sculture, grafica, fotografie e maquette delle grandi opere di Gibellina Nuova e del Cretto di Burri; suddivise in otto sezioni che segnano il percorso espositivo storico-cronologico, dal primo '900 alle ultime Avanguardie.
    Otto sezioni per un museo contemporaneo, che dialoga con il territorio, completo di servizi aggiuntivi di moderna concezione per uno spazio espositivo come una sala proiezione, un bookshop specializzato in editoria d'arte e una caffetteria.
    "Sono certo che la riapertura del Museo d'arte Contemporanea "Ludovico Corrao", con questo nuovo e innovativo allestimento costituirà per Gibellina un ulteriore e importante volano di sviluppo culturale e sociale della nostra città" dice il sindaco, Salvatore Sutera. "Davanti a questo secondo terremoto rappresentato dalla pandemia del Covid-19, Gibellina ancora una volta risponde con l'arte quale unguento per sanare le ferite dell'uomo" aggiunge l'assessore alla Cultura e critico d'arte Tanino Bonifacio. (ANSA).
   

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