Sabato, 23 Gennaio 2021
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Guggenheim Bilbao, 2021 ricco d'arte, guardando al futuro

 BILBAO  - La fiorente Bilbao di fin de siècle, che la pittura riflette rappresentando il desiderio impellente di modernità della città; i rivoluzionari anni '20 del '900, con l'affermarsi di una nuova concezione della vita, espressa con l'espansione urbana e l'industria del tempo libero, nonché con l'affacciarsi sulla scena sociale e politica di donne e omosessuali, fino ad allora discriminati e repressi; e poi il focus su artisti controcorrente, capaci di sperimentare materiali e tecniche insoliti, anche a costo di sfidare convenzioni sociali ed estetiche, lo sguardo penetrante e intimo di Alice Neel con la sua "pittura di persone" e il contributo, mai veramente valorizzato, che le donne hanno dato all'arte astratta, tra il XX e il XXI secolo. Nonostante la pandemia, sarà un 2021 ricchissimo di progetti al Museo Guggenheim di Bilbao, per reagire con entusiasmo e fiducia alle chiusure che negli ultimi mesi hanno piegato il settore dell'arte. Del resto, anche nel 2020 il museo ha dato prova di grande capacità di resistenza agli "urti" e alle incertezze causati dal virus, adattandosi e comunque continuando a guardare avanti con l'organizzazione di un fitto calendario digitale, tra video, workshop, talks, attività didattiche e visite online. La risposta ottenuta dal pubblico è stata enorme: durante il primo lockdown i 55 video realizzati nell'ambito dell'iniziativa #GuggenheimBilbaoLive hanno ottenuto 2,3 milioni di visualizzazioni sui canali social del museo mentre i 15 video di #CuentaAtrásKandinsky nello scorso ottobre hanno ottenuto 1.6 milioni di visualizzazioni. Inoltre, il sito guggenheim-bilbao.eus ha registrato un totale di 1.981.589 visite e 5.775.238 pagine viste nel 2020, e il Museo continua ad aumentare la sua comunità sui social media, con 636.210 follower su Instagram, 372.655 su Twitter e 336.145 su Facebook. Per quanto riguarda invece l'impatto economico, la domanda totale generata come conseguenza dell'attività del Museo nei Paesi Baschi è stata di 115 milioni di euro; inoltre il Guggenheim è riuscito per il 51% ad autofinanziarsi, contribuendo con le sue attività a preservare 2160 posti di lavoro. "Se interpretiamo i dati del 2020 alla luce del contesto degli ultimi mesi e non solo guardando ai dati assoluti, non si può dire che sia stato un brutto anno per il Museo Guggenheim di Bilbao", spiega all'ANSA il direttore Juan Ignacio Vidarte, "ci siamo adattati a ciò che la situazione richiedeva sviluppando nuove idee e progetti digitali che hanno avuto successo, siamo riusciti a chiudere il 2020 senza deficit e abbiamo mantenuto la fiducia e la lealtà di Patroni, Istituzioni, Amici e Seguaci del Museo.
    Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il pieno coinvolgimento del personale. Abbiamo visto che, per quanto possibile, le persone hanno continuato a venire al Museo, indicando che possiamo essere ottimisti per il recupero. Con i dati che abbiamo oggi, stimiamo che nel 2021 potremmo ricevere 500.000 visitatori ". Il programma sarà inaugurato a fine gennaio, il 29, con "Bilbao e la pittura", una mostra patrocinata da Iberdrola e allestita fino al 29 agosto: nel percorso una selezione di dipinti realizzati da artisti (tra cui Adolfo Guiard, Ignacio Zuloaga, Anselmo Guinea, Manuel Losada e José Arrúe) che lavorano nella città basca tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, influenzati dall'Impressionismo e dalle avanguardie. La mostra "I folli anni '20", organizzata dal Museo Guggenheim di Bilbao e dal Kunsthaus Zürich, a cura di Cathérine Hug e Petra Joos, arriverà il 7 maggio (fino al 19 settembre): progettata dal regista lirico Calixto Bieito, l'esposizione approfondisce le rivoluzioni - nella società, nel costume, nell'arte, nell'industria, nell'assetto urbanistico - di quegli anni, concentrandosi su Berlino e Parigi come centri propulsori del rinnovamento, includendo anche sguardi su altri centri d'avanguardia, come Vienna e Zurigo. Dal 10 giugno al 6 febbraio è in programma "La linea dell'ingegno" che esplora una selezione di opere della collezione personale del Museo Guggenheim di Bilbao e alcuni dei suoi prestiti a lungo termine: al centro della mostra artisti capaci di creare lavori caratterizzati da umorismo, arguzia e sperimentazione mediante l'impiego tecniche e materiali inusuali, come Yoko Ono con la sua Hichiko Happo, opera composta da nove tele dipinte durante una performance realizzata davanti al pubblico. Alice Neel sarà protagonista dal 17 settembre al 23 gennaio in una mostra, a cura di Kelly Baum, Randy Griffey e Lucia Agirre, che documenta il valore della sua "pittura di persone": l'artista statunitense si fece notare infatti per la grande sensibilità nelle rappresentazioni del corpo nudo, soprattutto femminile, e nei ritratti. Infine dal 22 ottobre al 27 febbraio appuntamento con "Le donne nella pittura astratta", un focus, a cura di Christine Macel e Lekha Hileman Waitoller, su 200 artiste di varie discipline (danza, arti applicate, fotografia, cinema e performance), provenienti da America Latina, Medio Oriente, Asia, Europa e Stati Uniti.
    (ANSA).
   

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