Sabato, 05 Dicembre 2020
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I Lincei ricostruiscono il laboratorio di Raffaello

ROMA - Negli esuberanti festoni che incorniciano la grande loggia di Villa Farnesina, all'epoca palcoscenico di gran lusso per le feste e i ricevimenti che il banchiere Chigi suo ricco proprietario organizzava con frequenza per mantenere le sue tante e importanti relazioni, il bravissimo Giovanni Da Udine volle citare anche i frutti e le verdure appena arrivati dalle Americhe, primizie assolute per l'aristocrazia romana, come la zucca gialla, le zucchine, il mais. E proprio l'America in qualche modo ritorna e rende omaggio ai 500 anni dalla morte di Raffaello, autore di tante meraviglie di questa villa, con una storia a fumetti pubblicata da Topolino "Zio Paperone e la pietra dell'oltreblù" che l'Accademia dei Lincei, oggi proprietaria della sontuosa magione di cui è curatrice Virginia Lapenta, metterà in mostra a febbraio, esponendone cartoni e bozzetti. E non solo, perché in quella fantasmagorica residenza vanto del banchiere Agostino Chigi che lì volle sposare la sua bella Francesca Ordeaschi, verrà per l'occasione ricostruito quello che deve essere stato all'epoca il laboratorio in situ del divin pittore con alcuni degli oggetti che troviamo nei suoi quadri, i gioielli che faceva indossare alle sue modelle, dalla Fornarina alla stessa bellissima e sfortunata Ordesaschi, la sposa che tanto fece scandalo e che morì misteriosamente, giovanissima, poco dopo Raffaello e lo stesso banchiere suo marito.

Inutile dire che il particolare più interessante di quella bottega ricostruita saranno proprio i colori di Raffaello, i pigmenti che usava, e soprattutto gli elementi recuperati dalla ricetta latina che gli servirono per riprodurre il prezioso blu egizio, il pigmento storico che ricreò apposta per impiegarlo nell'affresco dedicato al Trionfo di Galatea. Una curiosità? Grande amante delle antichità e appassionato studioso, Raffaello in realtà non conosceva il latino. Aveva però brillantemente risolto il problema assumendo un traduttore che era sempre con lui, collaboratore fisso della sua bottega.

Tant'è. Alla mostra, spiegano dai Lincei, verrà legato anche il seminario sul blu egizio inizialmente previsto per questo novembre e quindi rinviato causa Covid come "Raffaello in Villa Farnesina: Galatea e Psiche", l'esposizione principe del cinquecentenario, curata da Antonio Sgamellotti, Socio Linceo, e da Virginia Lapenta, Conservatore della Villa. Realizzata insieme alla Panini Comics, questa particolarissima mostra porterà in scena Paperello Sanzio, paperotto prodigio pronto a ricevere l'eredità artistica di famiglia e a superarla grazie alla sua bravura. L'avventura - pubblicata a episodi su Topolino nello scorso mese di aprile - vede Zio Paperone, Paperino, Qui, Quo e Qua impegnati in una ricerca che li porta a girare tutta l'Italia per poi fare tappa anche Villa Farnesina (nel fumetto chiamata Villa Paperina).

Bruno Enna (sceneggiatore della storia) e Alessandro Perina (disegnatore) si sono ispirati a Villa Farnesina per far conoscere la storia degli affreschi raffaelleschi, commissionati dal suo amico Chigi proprietario della Villa. È nato così il quarto degli episodi che racconta del tentativo della strega Amelia di impossessarsi della famosa pietra dell'oltreblù per costruire un amuleto in grado, finalmente, di farla entrare nel deposito di zio Paperone per conquistare la sua Numero Uno.

Quando la storia è andata in pagina - spiegano oggi dai Lincei - non era ancora stata data la notizia dei sorprendenti risultati cui erano giunte le indagini sui materiali impiegati da Raffaello per realizzare il Trionfo di Galatea. Non si sapeva ancora, in particolare, che l'urbinate avesse usato un pigmento particolarissimo, il blu egizio, primo blu artificiale della storia dell'arte di cui si era perso l'uso da secoli. E così proprio dopo la pubblicazione della scoperta fatta dal gruppo coordinato da Antonio Sgamellotti e composto da Claudio Seccaroni (Enea), Chiara Anselmi (Iret-Cnr), Michela Azzarelli, Manuela Vagnini (Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto), Roberto Alberti, Tommaso Frizzi (XGLab-Bruker), è nata l'idea di allestire, insieme al laboratorio, una mostra nella quale saranno esposti i bozzetti dell'episodio in cui compare Galatea e tutta la Villa, anche se nei fumetti il blu di Paperello Sanzio è ancora prodotto a partire dal lapislazzuli. Una serie di didascalie poste accanto alle tavole daranno ragione di tutti gli elementi e le persone realmente esistiti che vengono omaggiati in Zio Paperone e la pietra dell'oltreblù.
   

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