Lunedì, 19 Agosto 2019

All'alba nella Valle dei Templi tra dei ed eroi

  VALLE DEI TEMPLI -  Il bagliore del fuoco che Prométeo rotea fiero intorno a sé rischiara di colpo gli ultimi lembi della notte. Poco più in là, davanti al tempio di Giunone, Cassandra offre libagioni alla dea e racconta mesta la sua storia di indovina destinata a non essere mai creduta. Con l'estate tornano nel Parco dei Templi di Agrigento le visite all'alba e quest'anno nel percorso patrimonio dell'Umanità irrompe il teatro, con gli dei e gli eroi del mito chiamati a raccontare i drammi e le storie della Grecia da cui provenivano gli abitanti dell'antica Akragas. Gli stessi miti e le favolose storie che si ritrovano, stupefacenti, nelle decine e decine di vasi, anfore, boccali che affollano il museo Griffo  al limitare del parco, un gioiello di architettura anni Sessanta incastonato ad arte nel chiostro medievale della chiesa di san Nicola.
    Dal VI secolo a.C. ad oggi, dalle epoche gloriose della colonia greca capace di costruire edifici colossali e di dominare i commerci, fino ai tempi nostri, passando per la città cristiana che sotto quei templi e negli anfratti di quelle mura seppellì i suoi primi morti, la collina e la valle di Agrigento si disvela e si racconta, srotola una storia che per qualche ora si fa emozione, luce, colore, voce.

L'appuntamento con gli archeologi e le guide del Parco è alle cinque del mattino, la passeggiata lungo l'antica strada che congiunge i due templi maggiori si fa a gruppi ognuno con la sua guida che aiuta nella scoperta di quella che fu la zona sacra dell'insediamento greco, costruita dai coloni arrivati dalla lontana Gela (e in parte anche da Rodi) non più con il marmo come ad Atene bensì con la sabbiosa pietra locale. "Proprio per questo i templi venivano intonacati e poi dipinti con uno stucco bianco al quale era mescolata polvere di marmo per renderli lucenti come pietra, mentre i colori, probabilmente blu, rosso e tocchi di giallo venivano usati per il frontone, i capitelli, i collari delle colonne", racconta uno dei giovani archeologi di Coopculture, la società che gestisce i servizi offerti dal Parco archeologico, dalla biglietteria alle visite guidate, dai bookshop con libri specializzati e prodotti dell'artigianato locale ai percorsi. Il discorso viene interrotto da Paride costretto a scegliere la più bella tra Era, Afrodite e Atena; e poi da Edipo accecato dalla sua tragedia, Ulisse che si strappa dalle braccia della maga Circe, Andromaca che piange l'amato Ettore.

Il teatro si confonde con la vita, le voci e i canti degli attori della Casa del Musical - tutti ragazzi siciliani diretti da Marco Savatteri - rendono vivi i monumenti, mano mano che la luce del giorno avanza. Qua e là lungo il percorso, la ricostruzione fedele delle macchine che servivano ai coloni per sollevare gli enormi massi, offre lumi anche sulle tecniche di costruzione.

Il gran finale davanti al maestoso tempio della Concordia, intero e colossale quasi come doveva apparire nel 430 a.C. per volere del tiranno che lo aveva voluto a simbolo del suo potere, monito per le ambizioni della vicina Selinunte. Insieme al Partenone è il tempio dorico meglio conservato al mondo, forse anche perché secoli più tardi un vescovo cristiano, Gregorio, lo fece trasformare in una chiesa e gli agrigentini continuarono ad usarlo. A giugno, per la prima volta, è stato il palcoscenico della sfilata di Dolce e Gabbana che si dice abbia reso al comune e al Parco un cachet milionario in cambio di una esclusiva che ha creato qualche malumore tra la popolazione. Tant'è, di quelle serate super glam rimane il pavimento flottante in legno, che rende provvisoriamente calpestabile l'interno del grande tempio, e una passerella per accedervi. Il parco ha annunciato l'intenzione di mantenerli fino a settembre per consentire anche al pubblico dei suoi visitatori la magica visione del tempio dall'interno, dove ancora si percepiscono le tracce della sua trasformazione in chiesa.

Le visite all'alba si ripeteranno il 28 luglio e poi nelle quattro domeniche di agosto, ma per chi preferisce ci sono anche i percorsi al tramonto (tutti i giorni fino al 15 settembre) e poi l'esplorazione guidata nelle catacombe. Un nuovo magico percorso, con una passeggiata dolce tra distese di mandorli e pistacchi, collega la collina dei templi agli scavi archeologici che negli ultimi anni hanno portato alla luce un quartiere romano di epoca ellenistica e proprio di recente i resti del teatro. Da lì basta alzare gli occhi e con il portale della chiesa di San Nicola l'atmosfera si fa medievale. Tra cespugli di capperi e di gerani la storia continua a srotolare le sue sorprese.
   

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