Martedì, 10 Dicembre 2019
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Nel Centro Zeffirelli una vita per l'arte

FIRENZE - Disegni, bozzetti, copioni, sceneggiature, libretti d'opera, fotografie, filmati e la sconfinata e preziosa biblioteca personale, con oltre 10mila volumi di arte, storia, letteratura, spettacolo. Con questo tesoro, dopo anni di discussioni e progetti, venne inaugurato a Firenze nel 2017 il Centro delle Arti e dello Spettacolo di Franco Zeffirelli, il grande regista appena scomparso all'età di 96 anni.

Per l'occasione, nel Complesso di San Firenze, grande edificio barocco nato come convento di Padri Filippini e poi a lungo sede del tribunale, sfilò una parata di vip: da Andrea Bocelli, che si esibì insieme a un coro di bambini di Haiti intonando 'Fratello sole e sorella luna', a Gianni Letta, presidente onorario dell'ente, fino a Massimo Ranieri, Carla Fracci, Massimo Ghini e Riccardo Cocciante. Zeffirelli, assente fisicamente, tuttavia seguì tutta la cerimonia da Roma, in streaming, per assistere alla realizzazione di quello che lui stesso aveva definito "il sogno della mia vita".

Il Centro raccoglie e mette in mostra 70 anni di arte e una straordinaria carriera, "non solo un museo", come ha sottolineato presentandolo a Roma Gianni Letta, "piuttosto un luogo vivo per la trasmissione dei saperi e dei mestieri", memoria storica di un'epoca e di un'avventura artistica unica e nello stesso tempo scuola di formazione per i giovani.

Il Centro Zeffirelli con i suoi oltre 3.700 metri quadrati e un investimento iniziale complessivo di 3,3 milioni si sarebbe candidato a luogo di incontri e cultura, ideale, spiegano dalla sua Fondazione, per ospitare mostre, spettacoli, dibattiti, concerti. Il Comune di Firenze concesse l'uso dell'ex Tribunale con un affitto a tariffa agevolata, la Fondazione Zeffirelli ha finanziato la ristrutturazione dei locali e poi ci sono stati gli aiuti privati, da quello dell'imprenditore russo Mickhail Kusnirovich a quello del finanziere canadese americano Robert Friedland. Alla fine, a disposizione del pubblico ci sono un Museo il cui allestimento è stato curato dal figlio Pippo Corsi Zeffirelli con 250 opere esposte (solo una parte della sterminata produzione del maestro) nonché l'Archivio e la Biblioteca, con stanze per la consultazioni e per la didattica. Ma il progetto comprende anche una sala per concerti e proiezioni e un bar ristorante.

   

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