Giovedì, 14 Novembre 2019
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Da Brooklyn a Boston è l'ora di Frida Kahlo

NEW YORK - Frida Khalo tra moda, arte e vita: mentre a New York si apre la Fashion Week, il Brooklyn Museum punta i riflettori sul personalissimo modo di abbigliarsi e adornarsi dell'artista messicana. Soltanto una decina di quadri sono inclusi da oggi fino al 12 maggio nella rassegna "Le apparenze ingannano", quasi elementi a corredo degli iconici abiti Tehuana, i gioielli mesoamericani, i corsetti e le protesi dipinte a mano, persino gli smalti per le unghie Revlon e gli iconici occhiali da sole: 350 cimeli arrivati dalla casa di Mexico City dove furono riscoperti e inventariati nel 2004 dopo esser stati messi sotto chiave nel 1954, alla morte della sua creatrice.
    La mostra, un' occasione di creare un ponte tra Usa e Messico mentre nel discorso sullo stato dell'unione il presidente Donald Trump insiste sulla costruzione di un muro anti-migranti al confine sud degli Usa, ha portato a New York per la prima volta i contenuti della leggendaria Casa Azul.
    "Appearances Can Be Deceiving" prende il nome da un disegno dell'artista che la raffigura con un abito trasparente e sotto tutti i segni delle sue infermità. La mostra non e' l'unica negli Usa dedicata alla Kahlo in questa stagione: a fine mese fino a giugno al Boston Museum of Fine Arts aprirà una rassegna sul rapporto tra l'opera di Frida Kahlo e l'arte popolare messicana.
    Frida fa ormai parte della cultura pop. Con una Barbie a lei dedicata, Beyoncé vestita come lei per Halloween 2014 e perfino Theresa May, difficilmente accusabile di simpatia comuniste, che nel 2017 indossò un braccialetto con i suoi ritratti al Congresso del partito conservatore, oggi e' difficile immaginare che in vita la Kahlo avesse lavorato dietro le quinte: nel 1938, per la prima mostra a lei dedicata a New York, Vogue preferì chiamarla "Mrs. Diego Rivera". Stavolta il focus è su come politica, identità di genere, abiti e disabilita' ebbero un ruolo nel definire l'opera e la vita dell'artista. La storia di Frida viene narrata attraverso i suoi "effetti personali".
    "Siamo felici di ospitare a New York l'omaggio a una figura iconica e internazionalmente famosa", ha detto Anna Pasternak, la direttrice del museo, sottolineando l'importanza dell'iniziativa "nel particolare momento storico che stiamo vivendo, quando è assolutamente necessario costruire ponti culturali tra Stati Uniti e Messico". Sullo sfondo dell'arte c'e' sempre la vita: nel caso di Frida, malattia, incidenti, aborti e i tradimenti di Rivera. Aspettando un'affluenza di pubblico paragonabile a quella di 'David Bowie is' (275 mila biglietti venduti, un record), il Brooklyn Museum fara' pagare l'ingresso a parte, da 20 a 25 dollari, a seconda del giorno della settimana. Usualmente chiuso lunedì' e martedì, il museo per l'occasione restera' aperto sette giorni su sette.
   

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