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Unione Italiana Food IV Gamma, va adeguata normativa

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(ANSA) - ROMA, 11 NOV - Il settore delle insalate pronte in busta, e in generale ortofrutta della cosiddetta IV Gamma è in evoluzione. "È comune interesse arrivare a definire una norma che sia chiara e non contradditoria" - ha detto Andrea Battagliola, presidente Gruppo IV gamma dell' Unione Italiana Food (UiF) nei giorni scorsi a Battipaglia - "Con l'inserimento di prodotti 'non lavati e pronti al consumo', come previsto dalle ultime bozze del Decreto, si corre il rischio di creare confusione nel consumatore, poiché esisterebbero a questo punto tre tipologie di prodotti, facilmente confondibili se non adeguatamente individuati ed etichettati: prodotti di I gamma cosiddetta "evoluta", da lavare prima dell'uso; prodotti di IV gamma, lavati e pronti al consumo; e prodotti non lavati e pronti al consumo." Urge un adeguamento normativo: "Ai fini del consolidamento e dell'ulteriore sviluppo di questo importante settore, ha detto Battagliola - chiediamo ai Ministeri competenti di farsi promotori della convocazione di un tavolo di confronto, tra tutti i soggetti della filiera". Il confronto richiesto alle Istituzioni si dovrebbe proporre di trattare gli sviluppi e le specificità derivanti dalla inevitabile ed inarrestabile evoluzione tecnica e commerciale del comparto, come ad esempio la frutta di IV gamma e i prodotti di Vertical Farming.

In questi ultimi anni il settore, trainato dal suo valore aggiunto in termini di servizio fornito al cliente (un prodotto sano, pronto all'uso e senza scarto), è cresciuto costantemente: dal 2014 al 2019, i consumi dei prodotti di IV gamma sono incrementati del 30% a valore e del 35% a volume. Dopo una flessione solo temporanea a causa della pandemia nel 2020, il 2021 mostra nuovamente un trend positivo, con 20 milioni di famiglie che acquistano abitualmente prodotti ortofrutticoli di IV gamma. Il comparto dei prodotti di IV gamma in Italia, con un fatturato che ha quasi raggiunto il miliardo di euro, crea costantemente occupazione sia nel settore agricolo che industriale. "Nella Piana del Sele sorge il secondo polo della quarta gamma d'Italia, nato proprio come gemmazione del primo che si estende tra Bergamo e Padova e che rappresenta un esempio importante di eccellenza produttiva e sinergia tra i territori.

Tra i sette comuni di Eboli, Battipaglia, Pontecagnano Faiano, Bellizzi, Montecorvino Pugliano, Capaccio e Serre in dieci anni sono sorte circa 3.000 aziende con un'occupazione di 9mila persone circa che realizzano un fatturato annuo di 2,5 miliardi (in crescita costante del 15% annuo), per il 30% all'estero. Il settore, che ha dimostrato grande senso di responsabilità e sacrifici in piena pandemia, sta già andando nella direzione di una agricoltura sempre più Green prevista dal Green Deal europeo e dal PNRR" ha sottolineato infine Antonio Salvatore, vice presidente di Unaproa. (ANSA).

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